Liliana Segre, prima i dati fasulli e poi il picco di violenza? Ecco cosa sta emergendo in queste ore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:29

Liliana Segre

Continua l’inchiesta sul numero i insulti e minacce ricevuti da Liliana Segre sui social ed emerge un dato diverso da quello di cui si era parlato: non 200 messaggi di odio al giorno, ma 197 in un anno

Sulla vicenda degli insulti e dell’odio social destinati a Liliana Segre le cose non stanno come detto nel corso di queste ultime settimane? Un pezzo pubblicato da Dagospia sembrerebbe, infatti, smentire le cifre intorno al quale è stato costruito l’articolo di Piero Colaprico per La Repubblica: la senatrice riceverebbe 197 messaggi di odio social in un anno e non 200 ogni giorno. Il giornalista, interrogato dalla redazione di D’Agostino, ha risposto che probabilmente si è fatta confusione con i dati che sono stati riportati e che la cifra di 200 messaggi di odio al giorno è corretta. Cerchiamo di capire meglio che cosa sta accadendo.

Messaggi d’odio a Liliana Segre, il giallo dei 200 messaggi al giorno: il dato è errato?

Liliana Segre riceve davvero 200 messaggi d’odio al giorno? Cioè, i dati che sono stati diffusi nell’ormai famoso articolo di La Repubblica– che qualche settimana fa aveva denunciato questo stato di cose- sono corretti oppure no? Da dove spunta il numero di 200 messaggi di insulti e minacce al giorno, se questo dato non è presente in nessun rapporto? La domanda se la sono posta i giornalisti di Termometro Politico e di Dagospia, e questo è quello che emerge da quello che scrivono sui loro siti internet.

Facciamo un passo indietro e torniamo allo scorso 26 ottobre 2019, quando Piero Colaprico firma un articolo per La Repubblica denunciando un’incredibile situazione di odio social e antisemita nei confronti di Liliana Segre: la senatrice a vita viene raggiunta da una media di 200 messaggi intimidatori (tra quelli pieni di insulti e quelli pieni di manacce) al giorno. Segue una grandissima mobilitazione di solidarietà nei suoi confronti, che raggiunge il culmine a Milano con la presenza- ieri sera- di 5mila persone riunitesi nei pressi del binario 21 (il binario da cui partì il treno che avrebbe condotto la tredicenne Liliana al campo di sterminio di Birkenau-Auschwitz). Nel frattempo la Procura di Milano decide di assegnarle una scorta. Insieme alla solidarietà di molti cittadini sale, però, anche l’intolleranza e si arriva davvero a raggiungere un livello di insulti giornalieri consistenti.

Diciamo così perché pare che prima della mobilitazione scatenata dalle cifre pubblicate da La Repubblica le cose non stessero proprio in questo modo e che Liliana Segre ricevesse meno messaggi di odio di quelli dichiarati. Fermo restando che i messaggi di odio sono gravissimi e inaccettabili a prescindere, e questo che si parli di un messaggio solo o che si parli di 200, Dagospia e Nicolò Zuliani (Termometro politico) hanno in queste ore messo in dubbio la vicenda sottolineando come la cifra di 200 messaggi di odio al giorno non compaia in nessun rapporto. La domanda successiva è stata: da dove, dunque, è stato ripreso questo numero? E perché si fa riferimento, in un’inchiesta odierna, a dati rilevati per il 2018?

In buona sostanza, La Repubblica avrebbe citato un rapporto dell’Osservatorio Antisemita in cui si parla di 197 episodi di antisemitismo (come si può vedere nell’immagine), riferibili però a un intero anno e non a un giorno e non soltanto alla persona di Liliana Segre. Ancora, il dato sarebbe relativo all’anno 2018, pertanto a un anno fa. In altre parole: la senatrice non riceveva 200 messaggi di odio al giorno come sostenuto da La Repubblica, ma dopo l’ondata di sdegno causata da quest’inchiesta i messaggi di odio e intolleranza hanno davvero subito un’impennata, facendola adesso  diventare uno dei bersagli preferiti degli haters.

Messaggi d’odio a Liliana Segre, la risposta di Piero Colaprico a Dagospia

Dagospia ha raggiunto Piero Colaprico e lo ha interrogato sulla questione. Riportiamo qui, parola per parola, la risposta inviata a Dagospia dal giornalista (risposta pubblicata per intero anche dal sito di D’Agostino):

Gentile Dago,

cito dall’osservatorio antisemitismo

un semplice passaggio:

 

26 Ottobre 2018. Centinaia di tweet antisemiti e triviali contro Liliana Segre

«Nessuno, attualmente è più razzista delle blatte israelonazisioniste.»

Il profilo Twitter del giornale Il Fatto Quotidiano posta il 25 ottobre un articolo “Razzismo la

proposta di Liliana Segre Commissione contro odio. Serve lottare contro fascistizzazione

del senso comune” sulla proposta della senatrice Liliana Segre a creare una commissione

parlamentare che indaghi su intolleranza, razzismo ed antisemitismo, seguono centinaia di

tweet contro Liliana Segre, la maggior parte dei quali intessuti di becere offese, grevi

insulti, antisionismo ed antisemitismo.

 

Riconfermando parola per parola quanto scritto, temo sia probabile una vostra confusione

tra “atti” di antisemitismo (numero 197, secondo l’articolista) e le innumerevoli offese, minacce, insulti,

trivialità di un livello così infimo da non poter essere scritte e con un ritmo tale da aver allarmato

il Cedec.

 

Piero Colaprico

Dagospia ha così replicato: “Quindi l’inchiesta di ”Repubblica” che ha fatto partire la gigantesca mobilitazione politica e giornalistica sull’onda dell’indignazione per i ”200 insulti che ogni giorno partono” verso la senatrice (citiamo testualmente da ”Repubblica”), si basa su un articolo di un anno prima pubblicato dal ”Fatto Quotidiano”? E l’Osservatorio che nel suo indice degli ”atti” antisemiti (ovviamente quelli monitorati, non quelli in senso assoluto) perché parla esplicitamente di Facebook, Twitter, specificando che non ci sono stati atti ”fisici” di violenza o intimidazione?“.

Messaggi d’odio a Liliana Segre, La Repubblica cita un secondo report | Aggiornamento

In tutta questa vicenda si deve anche citare l’incidenza di un altro report (slegato dalla relazione pubblicata dall’Osservatorio antisemita), citato da La Repubblica, secondo cui “L’osservatorio antisemitismo è stato costretto a realizzare un rapporto sugli attacchi e Repubblica ha potuto leggere” e in cui si citano delle frasi precise dette da una persona di cui si fa chiaramente il nome. Si tratta di un professore di nome Sebastiano Sartori, ex esponente di Foza Nuova, che da anni scrive sui social post simili a quelli che gli vengono contestati. L’uomo avrebbe detto cheLa senatrice Segre sta bene in un simpatico termovalorizzatore”. A lui si fa anche risalire una frase  pronunciata contro la Costituzione italiana: “La Costituzione è un libro di merda buono per pulircisi il culo”.

Ma neanche in questo report si parla dei 200 insulti giornalieri per Liliana Segre, e questo è stato confermato alla redazione di Open da Parte dello stesso Osservatorio. L’Osservatorio ha specificato che ci sono, però, centinaia di messaggi di odio scritti all’indirizzo della senatrice e che è da ritenersi assolutamente corretto un articolo che Il Fatto Quotidiano ha pubblicato nel il 25 ottobre del 2018, e cioè lo stesso che Piero Colaprico ha citato nella sua risposta a Dagospia. Rimane aperto, pertanto, l’interrogativo che già diverse testate si sono poste: da dove è stato preso il dato dei 200 messaggi di insulti al giorno?

Maria Mento