La Lega indagata, spunta il collegamento tra i 49 milioni e l’inchiesta siciliana: si tratta di un finanziere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:15

Ci sarebbe un collegamento tra le due inchieste principali che riguardano la Lega: quella sul riciclaggio dei 49 milioni e quella che coinvolge l’ex consulente Paolo Arata. Si tratta di un finanziere

Angelo Lazzari, finanziere di 51 anni, è il presunto collegamento che mette insieme le due vicende giudiziarie più importanti aperte sulla Lega di Matteo Salvini. Il Carroccio è coinvolto nell’indagine per il riciclaggio di 49 milioni di euro (contributi elettorali) e nell’inchiesta siciliana che- passando per Paolo Arata– porta ad Armando Siri e Vito Nicastri. Quest’ultimo sarebbe il prestanome del boss Matteo Messina Denaro, ancora latitante.

Inchieste sulla Lega, chi è Angelo Lazzari e che ruolo gioca

Ci sarebbero alcune società, oggi nel mirino degli inquirenti genovesi, dietro al riciclaggio di parte dei famosi 49 milioni di euro cdi contributi elettorali che la Lega avrebbe sottratto. Società in numero di sette, sulle quali si è soffermato in diverse inchieste l’Espresso, che facevano tutte capo a Sevenbit Fiduciaria. A sua volta, la Fiduciaria che faceva capo a un gruppo controllato dal 51enne Angelo Lazzari. Angelo Lazzari, come ci svela anche Gianluca Paolucci per La Stampa, sarebbe l’anello di congiunzione che permette di creare un collegamento tra questa inchiesta sui fondi della Lega e le vicende siciliane che coinvolgono Paolo Arata, Armando Siri e Vito Nicastri.

Inchieste sulla Lega, i collegamenti societari su cui gli inquirenti stanno indagando

Le nuove scoperte compiute nell’ambito dell’inchiesta hanno permesso di conoscere altri, importanti, dettagli. Angelo Lazzari era consigliere e principale azionista di Te Wind spa, una società che opera nel settore delle fonti di energia rinnovabili. Questa società si è poi fusa con la Agatos spa e a questo punto è emerso il collegamento: la Agatos, nel gennaio del 2017, ha stretto un accordo con la Solcara srl, società che fa capo ad Arata e Nicastri. Questo è quanto è possibile leggere in una informativa della Dia di Trapani. Con la formalizzazione nel 2018, della fusione tra le due società Lazzari è poi uscito dal cda di Te Wind spa.

Dissidi successivi (è possibile approfondire la questione sul pezzo pubblicato da La Stampa) portano allo scioglimento dell’accordo prima della fine del 2018 e un successivo riacquisto del 50% di Solgesta ed Agatos Enea da parte di Arata. Lazzari, che era già uscito dal cda, viene poi coinvolto nella questione dei fondi elettorali della Lega in quanto fiduciario dei commercialisti bergamaschi Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, e cioè coloro che- insieme al parlamentare Giulio Cementero– si occupano delle finanze del Carroccio. A inchiesta iniziata, Lazzari avrebbe poi deciso di vendere tutto.

Rettifica del 13 novembre: le parole di Angelo Lazzari

La nostra redazione è stata raggiunta da Angelo Lazzari, il quale ci ha chiesto di rettificare il nostro pezzo chiarificando che lui non ha mai conosciuto Paolo Arata e non era a conoscenza dell’accordo di Agatos per le joint ventures in Sicilia. Altresì, Lazzari ha specificato di non aver mai avuto contatti con Vito Nicastri e lo stesso dicasi per i commercialisti Manzoni e Di Rubba, con i quali Lazzari non ha mai avuto relazioni (oltre al fatto di non averli mai conosciuti).

Maria Mento