Pilota nudo arrestato in hotel, scagionato: stabilito risarcimento da 300 mila dollari

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:07

Pilota nudo arrestato hotelUn pilota è stato arrestato per presunta offesa della decenza poiché nudo e visibile dalla finestra, mentre era nella stanza di un hotel. Scagionato dal giudice, adesso riceverà un risarcimento di 300.000 dollari.

Il 20 settembre del 2018, il pilota della United Airlines, Andrew Collins, è stato arrestato per atti osceni. L’uomo in quel momento si trovava all’interno della camera d’albergo che gli era stata riservata dalla compagnia all’interno dell’aeroporto di Denver. Quando ha aperto le finestre, alcuni dei passeggeri dell’aeroporto lo hanno visto camminare per la stanza completamente nudo e lo hanno denunciato alla polizia.

Pronto per andare a fare una doccia, il pilota stava per entrare in bagno, ma ha sentito bussare alla porta. Erano gli agenti di polizia che, con fare autoritario gli intimavano di aprire la porta. Andrew, ignaro di quanto stesse accadendo, ha messo dei pantaloni ed ha aperto la porta. L’istante dopo gli agenti lo avevano già ammanettato e gli avevano letto i diritti.

Il processo al pilota e l’assoluzione

Durante il processo il pilota ha spiegato che era nudo perché si stava per mettere sotto la doccia ma che la sua permanenza senza abiti nella stanza è stata prolungata da una chiamata durata 24 minuti. L’uomo si è giustificato, inoltre, spiegando che non aveva idea che qualcuno potesse vederlo dal terminal, trovandosi per altro al 10° piano della struttura alberghiera. Proprio la mancanza di un intento “sessuale” è stata la chiave per la sua assoluzione.

Per una legge americana, infatti, è punita l’esposizione volontaria di organi genitali dalle finestre, ma dev’essere accompagnata da un soddisfacimento di natura sessuale. Mancando la volontarietà e lo scopo sessuale dell’esposizione, il pilota non è punibile per legge. Per questo motivo il giudice l’ha scagionato dalle accuse lo scorso maggio. Oggi inoltre è giunta la sentenza definitiva che obbliga al pagamento di un risarcimento di 300.000 euro per danni morali che dovranno essere corrisposti dalla città di Denver.