Troupe aggredita da Roberto Spada, la condanna a 6 anni diventa definitiva

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:37

sentenza roberto spada

Riggettato il ricordo della difesa di Roberto Spada: la condanna a 6 anni è diventata definitiva. Riconosciuta l’aggravante del metodo mafioso

Dovrà scontare sei anni in carcere Roberto Spada, l’autore della testata al giornalista Daniele Piervincenzi, della trasmissione Rai “Nemo” e al suo operatore Edoardo Anselmi dello scorso 7 novembre 2017. Due anni dopo quel giorno i giudici della V sezione penale della Cassazione, dopo aver rigettato il ricorso del legale difensore di Spada, hanno confermato in via definitiva la condanna a sei anni, riconoscendo anche l’aggravante del metodo mafioso. La sindaca di Roma Virginia Raggi era presente alla lettura della sentenza: poche ore prima, nel corso della requisitoria, il pg della Cassazione ha chiesto che il ricorso della difesa di Spada venisse dichiarato inammissibile sottolineando la presenza di tutti gli “indici sintomatici” per la sussistenza dell’aggravante del metodo mafioso.

La testata a Piervincenzi davanti alla palestra di Roberto Spada

L’episodio è avvenuto nel corso di un’intervista sulla campagna elettorale nel X Municipio condotta da Piervincenzi di fronte alla palestra di Roberto Spada a Ostia. Il giornalista ha posto a Spada alcune domande riguardanti i presunti rapporti con Casapound nel municipo di Ostia, sciolto in seguito alla nota inchiesta relativa a Mafia Capitale. Inizialmente tranquillo, Spada ha improvvisamente colpito Piervincenzi con una testata, il tutto ripreso dall’operatore, in seguito aggredito. L’inchiesta è stata condotta dal pm Giovanni Musaro e il 18 giugno 2018 Spada è stato condannato, insieme a Ruben Nelson Del Puerto, a sei anni di reclusione per violenza privata e lesioni aggravate con il riconoscimento dell’aggravante mafiosa. Il 7 dicembre la condanna è stata confermata in appello per Spada mentre quella di Del Puerto è stata stralciata (per il braccio destro di Spada è ancora in corso il processo d’Appello). La condanna a sei anni va ad aggiungersi all’ergastolo, condanna emessa dalla Corte d’Assise il 24 settembre nell’ambito del maxi processo al clan conseguente all’operazione “Eclissi” condotta dallla Dda di Roma.