Iva al 22% sugli assorbenti, bocciato l’emendamento di Laura Boldrini: l’imposta non sarà abbassata

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:17

L’Iva sugli assorbenti al 22% era stata da subito criticata come una tassa iniqua che va a colpire tutte le donne fisiologicamente portate a usufruirne. Per questo Laura Boldrini si è battuta per farla abbassare, ma senza riuscirci

Laura Boldrini si è fatta promotrice e prima firmataria di un emendamento che, se approvato, avrebbe dovuto far scendere l’Iva imposta sugli assorbenti dall’attuale 22% al 10%. Purtroppo l’emendamento non è passato e quindi gli assorbenti rimangono tassati come beni di lusso. A dire no è stata la Commissione finanza: l’organismo ha stabilito che la proposta non può essere inserita nel decreto fiscale.

Camera deEsiste una direttiva europea numero 112 del 2006 che consentirebbe di far scendere l’Iva degli assorbenti, in Italia, al 5%. Attualmente, l’Iva su questi prodotti per l’igiene intima indispensabili per le donne è al 22%: come fossero prodotti di lusso, insomma, e addirittura superiore rispetto a quella imposta sui pregiati tartufi (per i prodotti freschi l’imposta è al 5%, altrimenti al 10%). Provvedimento, questo, che da tempo fa gridare allo scandalo e che varie forze politiche stanno provando a cambiare. In ultimo ci ha provato Laura Boldrini, ex Presidente della Camera dei Deputati, tramite la presentazione di un emendamento che però è stato respinto dalla Commissione finanza.

Respinto l’emendamento di Laura Boldrini contro l’Iva al 22% per gli assorbenti, l’ex Presidente annuncia battaglia

L’emendamento, firmato da Laura Boldrini e da altre 31 deputate bipartisan, prevedeva di abbassare la Tampon Tax dal 22 al 10% almeno su tamponi assorbenti, coppe e spugne, ma- esattamente come l’emendamento, stavolta del Pd, presentato un anno fa- è stato respinto. Inammissibile: questo il responso della Commissione finanza della Camera dei Deputati, in quanto estraneo alla materia presente nel decreto fiscale. Insieme a questo emendamento, ne sono stati bocciati altri 320, e così adesso dovrebbero essere votati tra i 600 e i 700 emendamenti alla manovra a partire da lunedì (inizialmente, ne erano stati presentati mille).

Ad essere stata bocciata non sarebbe Laura Boldrini ma milioni di donne e ragazze, costrette a pagare caro beni di prima necessità. Se la battaglia va spostata sulla legge di bilancio chiederò alle colleghe del Senato di farsene carico. #NoTamponTax”, ha twittato Laura Boldrini. Dalle sue parole si evince chiaramente che l’ex Presidente della Camera non intende rinunciare a questa battaglia.

Respinto l’emendamento di Laura Boldrini contro l’Iva al 22% per gli assorbenti, mancano 97 milioni di euro di coperture

A pesare sul no all’emendamento alla Tampon Tax è anche l’assenza delle coperture economiche necessarie, attraverso le quali lo Stato permetterebbe di abbassare l’imposta e di far pagare meno ai cittadini. Mancano 97 milioni di euro di coperture, che raggiungerebbero i 283 milioni di euro aggiungendo anche l’abbassamento dell’Iva per i pannolini per i bimbi da 0 a 3 anni.

L’imposta, se confrontata con i dati degli altri Paesi europei, catapulta l’Italia nelle retrovie per quel che concerne l’Iva oltre il 21% sui prodotti per donne (come noi solo altri 5 Stati, mentre 8 sono compresi tra 10 e 21% e ben 13 si attestano sotto al 10%).

Maria Mento