Abu Bakr al-Baghdadi è morto? Trump dice di sì, ma l’Isis cerca di smentire le sue dichiarazioni con dei video falsi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:11

Al-Baghdadi è morto e la conferma è arrivata direttamente da Donald Trump, ma l’Isis sta cercando di mettere in cattiva luce le dichiarazioni del Presidente facendole passare per fasulle. Come? Realizzando dei video che facciano passare Al-Baghdadi per leader ancora in vita

L’Isis e la propaganda dei falsi, o del deepfake che dir si voglia. Secondo una notizia data dal Daily Star, l’Isis starebbe cercando di rendere non credibili le dichiarazioni rilasciate da Donald Trump sulla morte di Al-Baghdadi, il leader che si è ucciso nel suo compound- insieme a tre dei suoi figli e a due delle sue mogli- perché braccato dai soldati americani, lo scorso 26 ottobre 2019. Lo scopo degli jihadisti sarebbe quello di lasciare che le nuove reclute credano– attraverso la visione di finti filmati montati a regola d’arte- che quella della morte di Al-Baghdadi sia una notizia falsa diffusa dagli States.

La morte di Al-Baghdadi resa fasulla con il deepfake, l’espediente per convincere le nuove reclute Isis a sposare la causa dei terroristi

La morte di Al-Baghdadi smentita dal deepfake, cioè da una tecnica che si utilizza per sintetizzare l’immagine umana e che combina/sovrappone immagini e video con altri immagini/video originali. La stessa utilizzata per produrre il falso video di Matteo Renzi fatto vedere a Striscia La Notizia. In altre parole, l’Isis sta creando dei video di propaganda attraverso i quali sia possibile credere che il loro leader non è morto nel corso degli attacchi americani condotti nel Nord della Siria lo scorso 26 ottobre.

Lo scopo di tanto impegno troverebbe motivazione nei nuovi reclutamenti che i terroristi sono pronti a fare, e per mettere in atto i quali bisogna far credere alle reclute che Al-Baghdadi sia ancora in vita e che gli Stati Uniti d’America abbiano mentito sulla loro incursione e sul suicidio dell’uomo. Questa, perlomeno, sarebbe la teoria lanciata da Shamir Allibhai, il regista che è stato in grado di riconoscere i video fake. Le immagini avrebbero lo scopo di far passare Donald Trump per bugiardo, e legittimare quindi la causa dell’Isis agli occhi dei nuovi adepti. Questa situazione, sempre secondo Allibhai, potrebbe avere ripercussioni serie sulle elezioni presidenziali previste per il 2020.

La morte di Al-Baghdadi resa fasulla con il deepfake, le dichiarazioni di Shamir Allibhai

Shamir Allibhai, che è anche il Ceo della società di verifica video denominata “Amber”, ha spiegato chiaramente a cosa potrebbe servire il deepfake nelle mani dei terroristi: “Un obiettivo importante potrebbe essere quello di provare a radunare i sostenitori dell’ISIS e “dimostrare” che gli Stati Uniti mentono. Per gli Stati Uniti la notizia dell’uccisione di un leader dell’ISIS si sta sgonfiando, ma far sembrare che quel leader sia ancora vivo con le “prove” video (che sembrano reali e credibili) potrebbe contrastare questo stato di cose, se non dare ai sostenitori del gruppo una spinta morale. La tecnologia per creare video falsi continua a diventare migliore, più facile da usare e più economica, e diversi gruppi la useranno per creare propaganda capace di aizzare o seminare dubbi nei loro nemici e/o radunare i loro sostenitori.”

La tecnologia del deepfake potrebbe avere ripercussioni potenzialmente fatali e tragiche se usata, come in questo caso, in operazioni terroristiche o di guerra. La preoccupazione maggiore riguarda il fatto che tra qualche anno potrebbe essere impossibile operare distinzioni tra i video reali e quelli realizzati a tavolino, con l’ovvio e grave problema di non poter più distinguere il falso dal vero.

Maria Mento