Silvia Romano forse in mano ai Jihadisti, si pensa ad una rogatoria internazionale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:26

Silvia Romano

Secondo le indagini la cooperante milanese rapita in Kenya il 20 novembre dello scorso anno sarebbe ora nella mani di uomini vicini al gruppo jihadista Al-Shabaab.

Dopo oltre un anno dal rapimento della giovane, che ha compiuto 24 anni a settembre, si torna a parlare di Silvia Romano grazie ad un indagine della Procura di Roma e dei carabinieri del Ros secondo cui la ragazza sarebbe viva e tenuta sotto sequestro da un gruppo islamista legato ai jihadisti di Al-Shabaab in Somalia. Gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi di inviare una rogatoria internazionale alle autorità somale.

Gli elementi raccolti dal Raggruppamento operativo speciale, coordinato dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco, dopo la trasferta in Kenya dell’agosto scorso, hanno rafforzato la convinzione che la Romano si trovi in Somalia e dall’analisi dei documenti messi a disposizione dalle autorità kenyote la ragazza si troverebbe in una area del Paese dove gravitano milizie locali legate al gruppo terroristico di matrice islamica. Alla stessa conclusione era già arrivata la procura di Nairobi a settembre.

La ragazza ceduta a una banda, taglia di un milione di scellini sugli indiziati

Durante il rapimento avvenuto lo scorso anno nel villaggio di Chakama, a circa 80 chilometri dalla città di Malindi, in Kenya, Silvia sarebbe stata ferita durante uno scontro a fuoco tra i suoi rapitori e un gruppo di miliziani di al Shabaab nell’ambito di una disputa legata al traffico di avorio. Dopo Natale sarebbe stata ceduta ad un’altra banda.  Le notizie riportate da alcune fonti locali e citate dal quotidiano keniota ‘The Star’ non sono tuttavia confermate da nessuna delle indagini fin ora svolte. La polizia keniota ha messo una taglia da un milione di scellini (circa 8.600 euro) su Ibrahim Adam Omar, Yusuf Kuno Adan e Said Adan, i tre principali indiziati per il sequestro. La volontaria era alla sua seconda missione in quella zona dove era tornata agli inizi di novembre per l’organizzazione ‘Africa Milele’, una onlus con sede nelle Marche impegnata su progetti di sostegno all’infanzia.

Sara Alonzi