Caso Ilva di Taranto, la Guardia di Finanza fa un blitz negli uffici di ArcelorMittal: si indaga

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:31

Le Procure di Taranto e Milano stanno indagando su ArcelorMittal e sulla gestione dell’Ilva di Taranto: la Guardia di Finanza ha compiuto perquisizioni e sequestri negli uffici che la società ha a Taranto e Milano

Blitz della Guardia di Finanza, a Taranto e a Milano, negli uffici di ArcelorMittal, il colosso internazionale leader nel settore dell’acciaio che in Italia ha la sua sede principale presso Taranto. Proprio sulla gestione dello stabilimento pugliese dell’ex Ilva pare che gli inquirenti abbiano fermato la loro attenzione, e le Procure di Taranto e Milano hanno emesso una delega che ha consentito alla gli uomini della GdF di effettuare queste perquisizioni e sequestri che sarebbero ancora in corso. L’esposto presentato dai commissari dell’ex Ilva, che per adesso viene amministrata in modo straordinario, aveva fatto scattare un’indagine condotta parallelamente dalle due procure del Nord e del Sud Italia.

Blitz della GdF negli uffici di ArcelorMittal, si indaga per “distruzione di mezzi di produzione” e “appropriazione indebita”

La Repubblica ha dato notizia di alcune perquisizioni che la GdF sta compiendo negli uffici di ArcelorMittal a Taranto e a Milano. Negli uffici che la società possiede nella città pugliese, la Guardia di Finanza ha agito (come anche sta avvenendo a Milano) su delega della Procura di Taranto. Si indaga su merci, ordini, manutenzione degli impianti e su tutte le cose che sono state segnalate dai commissari che stanno gestendo in via straordinaria l’ex Ilva idi Taranto. In questo senso, gli agenti starebbero acquisendo documentazione cartacea e digitale, che sarà poi da studiare approfonditamente.

Sempre come segnalato da La Repubblica, distruzione di mezzi di produzione e appropriazione indebita sono i reati che si sospetta abbia commesso ArcelorMittal: il colosso avrebbe, quindi,  tenuto presunte condotte illecite e quanto denunciato dai commissari induce a indagare in tal senso.

Blitz della GdF negli uffici di ArcelorMittal, si indaga anche per aggiotaggio informativo e distrazione di beni del fallimento

Spostandoci sul fronte milanese dell’inchiesta, condotta dalla Procura che ha delegato la GdF per le perquisizioni, si scopre che i Pubblici Ministeri contestano i reati di aggiotaggio informativo (false comunicazioni al mercato) e quello di distrazione di beni e risorse senza il concorso del fallito e dopo un fallimento (ex art. 232 legge fallimentare) commessi nell’ambito dell’addio di ArcelorMittal all’ex Ilva.

Il primo reato, quello di aggiotaggio, riguarda alcuni comunicati stampa diffusi da ArcelorMittal. Il secondo riguarda alcune sottrazioni o distrazioni di beni che manager e dirigenti potrebbero aver commesso all’Ilva dopo l’inizio della gestione con contratto d’affitto: situazione che gli inquirenti puntano a chiarire.  Il fascicolo di inchiesta è a carico di ignoti, così come quello di Taranto.

Proprio oggi la Procura sta sentendo alcuni testimoni e si prevede vengano acquisiti altri documenti.

Maria Mento