Bambini geneticamente sani entro due anni? Nuove prospettive e nuovi dilemmi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:41

Nuovi progressi della scienza: creazione di bambini geneticamente sani da qui a due anni, rischi ormai “giustificabili”.

Un ricercatore dell’Università di Abertay a Dundeev ha scoperto che, grazie alle nuove tecnologie, i rischi della modificazione genetica sono oramai  abbastanza bassi da giustificarne l’uso con gli embrioni umani, sostenendo anche come un tentativo “moralmente giustificabile” potrebbe avvenire in meno di due anni.

Una tale ricerca aprirebbe ad una rivoluzione in campo medico, con un’ondata di nuovi farmaci genetici ma soprattutto con la “produzione” di persone genetificamente modificate (GM).

Uomo “non perfetto” ma adesso si aprono nuove prospettive

La sorprendente notizia è stata riportata dal sito inglese Daily Star ed è inevitabilmente destinata a far discutere. Se da una parte la prospettiva di un esistenza in salute fa gioire, dall’altra si aprono le annose questioni etiche.

Il dott. Smith, leader del programma dei corsi di scienze biomediche di Abertay, ha dichiarato: “La linea germinale umana non è affatto perfetta, con l’evoluzione che ci ha fornito una protezione piuttosto minima dalle malattie che tendono a colpire nei nostri ultimi anni, tra cui malattie cardiovascolari, cancro e demenza“. Le tecniche GM offrono la prospettiva di proteggere le persone future da questi e altri disturbi comuni.  Secondo il medico questo risultato sarebbe stato già parzialmente raggiunto negli esperimenti sugli animali, e aggiunge: “Se diversi disturbi comuni potessero essere evitati o ritardati modificando geneticamente l’uomo, la durata media della vita libera da malattia potrebbe essere notevolmente estesa”.

L’accademico ha evidenziato anche come la ricerca in questo settore offrirebbe speranza ai genitori a rischio di trasmettere gravi malattie genetiche ai loro futuri figli.

Il dott. Smith ha spiegato anche come un approccio etico debba essere al centro di ogni progresso se si vuole conquistare la fiducia pubblica, aggiungendo che “La società è in gran parte contraria alla modifica genetica degli umani e la pubblicità negativa generata dalla prima produzione eticamente problematica di bambini GM in Cina lo scorso anno è stata fortemente criticata dalla maggior parte dei genetisti ed etici, rafforzando ulteriormente gli atteggiamenti contro la creazione dei così detti “bambini designer”.

Per il ricercatore tuttavia, non risparmiare sofferenze evitabili all’umanità non sarebbe maggiormente etico: “Ritardando una mossa eticamente sana verso un mondo in cui possiamo ridurre le malattie genetiche, stiamo fallendo con coloro che soffrono di malattie e condizioni debilitanti. Se negli anni ’70 avessero prevalso tali atteggiamenti negativi nei confronti dell’innovazione biomedica, lo sviluppo e l’uso della fecondazione in vitro – una tecnologia medica di grande beneficio – sarebbero stati gravemente ritardati e in effetti non avrebbero mai potuto realizzarsi”. L’articolo è stato pubblicato sulla rivista di etica medica Bioetica.