Medico congela e riporta in vita un uomo per la prima volta, i viaggi nello spazio diventano possibili?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:34

Il dottor Tisherman è riuscito nell’impresa di riportare in vita un uomo dopo averlo congelato. La tecnica potrebbe favorire i viaggi nello spazio.

Il professor Tisherman, medico e professore della University of Maryland School o Medicine di Baltimora, ha ottenuto un risultato scientifico di importanza storica. Il medico è infatti diventato il primo a riuscire a riportare in vita correttamente un uomo dopo un processo di congelamento. Nello spiegare la tecnica per raggiungere “l’animazione sospesa“, il professor Tisherman premette che si tratta di un procedimento quasi surreale.

In primo luogo è stato rimosso il sangue dal corpo del paziente ed è stato sostituito da una soluzione salina ghiacciata. A quel punto l’uomo sottoposto alla sostituzione era tecnicamente morto. Rimosso dal sistema di raffreddamento, l’uomo è stato sottoposto ad un’operazione chirurgica, quindi è stato reintrodotto il sangue ed il corpo è stato riscaldato sino a portarlo ad una temperatura di 37°. Il resoconto dettagliato della procedura verrà pubblicato dal professore il prossimo anno.

I viaggi nello spazio sono possibili?

Il successo della procedura fa spingere molto avanti la fantasia. Il processo di congelamento dei corpi è infatti alla base di molti film fantascientifici in cui si parla di esplorazione dello spazio. L’autore della procedura, però, ci tiene a precisare che il suo intento non è quello di mandare un equipaggio su Saturno. La procedura è stata ideata per salvare delle vite: congelare il corpo del paziente permette ai medici di avere maggiore tempo per operare e risanare ad esempio i tessuti lacerati da una coltellata.

Al momento inoltre si tratta di una procedura sperimentale e non può essere applicata con il semplice consenso del paziente. Per poterla mettere in atto ci dev’essere una condizione imprescindibile: ovvero l’assenza di alternative. Infine c’è da considerare che la procedura comporta dei danni collaterali alle cellule, visto che nel riportare a temperatura normale il corpo alcune finiscono bruciate. Tisherman spiega che tale danno, conosciuto come ferita da iperfusione, potrebbe essere mitigato dall’utilizzo di un cocktail di farmaci, ma che ancora vanno chiarite quali sono tutte le cause che lo provocano. Insomma, sebbene tale tecnica potrebbe fungere da apripista per il congelamento di un equipaggio mandato nello spazio, al momento si tratta ancora di una ipotesi fantascientifica.