Militanti al voto su Rousseau per decidere se partecipare alle regionali in Calabria e in Emilia Romagna. Ma il quesito spacca il M5s

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:55

Al via sulla piattaforma Rousseau la votazione per i militanti del M5s sulla partecipazione o meno alle prossime elezioni regionali in Calabria e in Emilia Romagna.

Nella giornata odierna, i militanti del M5s iscritti alla piattaforma Rousseau potranno votare e scegliere se partecipare o meno alle prossime elezioni regioni in Calabria ed Emilia Romagna. Ma la situazione fa discutere. Di Maio non è riuscito a limitare le polemiche.

Questo il comunicato presente sulla piattaforma Rousseau: “Dalle ore 12 alle ore 20 di oggi, giovedì 21 novembre, gli iscritti del Movimento 5 stelle sono chiamati a votare sulla piattaforma Rousseau per decidere se il Movimento 5 stelle debba osservare una pausa elettorale fino a marzo per preparare gli Stati Generali evitando di partecipare alle elezioni di gennaio in Emilia-Romagna e Calabria”.

La formulazione del quesito non convince gli attivisti locali del M5s, che pensano che il quesito sia posto in modo tale da confondere e indurre in errore i militanti che voteranno sulla piattaforma.

Duro il commento del parlamentare grillino, Francesco Forciniti: “Il post è di una scorrettezza allucinante, perché indirizza l’esito del voto in maniera palese. Io non sarò complice di quella che sarebbe una svendita inaccettabile della nostra Regione in nome di interessi altri che non sono certo i nostri, un tradimento che non possiamo e non dobbiamo riservare a tanta gente libera e onesta che ripone fiducia e speranze in noi, in una terra difficile come la Calabria”.

Militanti del M5s al voto su Rousseau per scegliere se partecipare o meno alle regionali in Calabria e in Emilia Romagna. Attivisti locali contro il quesito posto sulla piattaforma

Pesanti anche le accuse di Paolo Parentela, il coordinatore del M5s in Calabria: “Con il voto di oggi su Rousseau, i vertici del Movimento 5 Stelle scelgono di non scegliere, deludono le migliaia di attivisti calabresi che con sacrifici e rischi hanno sempre lavorato sul territorio, ignorano il percorso che abbiamo già avviato e scaricano su tutti gli iscritti la responsabilità di una scelta inquadrata in termini profondamente sbagliati”.

Lapidario il commento del deputato Riccardo Tucci: “Questa cosa è una porcheria”.