Palermo, si uccide gettandosi nel vuoto l’ex capo dei Gip: shock tra i passanti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:14

Si è ucciso gettandosi nel vuoto, dal balcone della propria abitazione sita in una zona residenziale della città: recentemente era stato coinvolto in un indagine.

Palermo è oggi il triste teatro di una tragedia: l’ex capo dell’ufficio del Gip di Palermo Cesare Vincenti si è suicidato lanciandosi dal balcone della sua abitazione, nella zona residenziale di via Sciuti, mentre era in casa con la figlia. Gli investigatori impegnati sul caso hanno prelevato le registrazioni di videosorveglianza della zona per ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Vincenti e il figlio Andrea, avvocato, erano stati indagati dal giugno scorso dalla Procura di Caltanissetta per corruzione e rivelazione di notizie riservate nell’ambito dell’indagine sulla presunta fuga di notizie relativa all’ex patron del Palermo Maurizio Zamparini che avrebbe appreso preventivamente della pendenza di una richiesta di custodia cautelare nei suoi confronti, prevenendo così alcune mosse degli investigatori.

Nell’ambito di questa indagine il 13 giugno scorso gli ufficiali del nucleo di polizia economico finanziaria hanno notificato a Vincenti, allora capo dei gip di Palermo, l’avviso come indagato nella vicenda per rivelazione di notizie riservate, corruzione e abuso d’ufficio.

Cesare Vincenti era andato in pensione il 19 giugno scorso, a breve distanza dalla notifica ma non in relazione alla stessa: il pensionamento era già deciso da tempo. Presso il Palazzo di Giustizia, come costume, aveva organizzato una festa di commiato alla quale aveva partecipato però solo il personale amministrativo del suo ufficio; l’unico magistrato presente aveva spiegato che i colleghi non avevano potuto prendere parte perché già impegnati.

La tragedia si è consumata in via Mario Rapisardi ed ha lasciato sotto shock residenti e passanti.  Sul luogo si sono recati il procuratore capo Francesco Lo Voi e i vertici di polizia e dei carabinieri. Secondo le testimonianze raccolte nell’immediatezza dei fatti il giudice soffriva di crisi depressive ma questo aspetto dovrà essere chiarito come tanti altri. Del coordinamento delle indagini è incaricato il pm Federica La Chioma.

L’arrivo dell’avviso di garanzia e le indagini da Caltanissetta non ha nulla a che vedere con quanto successo oggi – lo dice l’avvocato della famiglia Paolo Grillo – il presidente Vincenti era affetto da un anno da  depressione. Le cure non hanno fatto effetto. Era refrattario alle cure. Il presidente Vincenti aveva grandi competenze. Certamente la pensione non è la causa di quanto successo. La famiglia è molto addolorata. Palermo ha perso un ottimo magistrato un ottimo giurista e una persona per bene”. In casa il presidente era con la figlia.