Incidenti stradali: in Italia 1 morto su 5 è un pedone investito. E la causa è legata agli smartphone

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:08

Incidenti stradali, pedoni investitiIl presidente dell’Asap comunica dati inquietanti sugli incidenti stradali: un morto su cinque è un pedone travolto e la causa sono spesso i telefonini.

La tecnologia ha permesso di fare passi da gigante per la sicurezza dei viaggi in auto. Cinture, sensori, air bag, frenata assistita e tutti gli aiuti moderni hanno permesso di rendere meno letali i tamponamenti. Ma se da questo punto di vista si fanno progressi, in Italia non può dirsi lo stesso per l’educazione stradale. Negli anni passati la principale causa degli incidenti mortali era l’eccessiva velocità, mentre adesso è la disattenzione ed il mancato rispetto delle regole stradali.

Lo dimostra, tra le altre cose, la statistica sul numero di morti stradali effettuata dall’Istat. Il dato che impressione è che se in generale il numero degli incidenti letali sia in diminuzione, quello delle pedoni uccisi da automobilisti disattenti è sempre uguale ed aumenta di conseguenza in percentuale rispetto al totale.

Incidenti stradali: 1 morto su 5 è un pedone

Intervistato da Repubblica riguardo la morte della 42enne romana Alessia, donna investita ieri mattina proprio mentre attraversava la strada, il presidente dell’Asap (associazione che da oltre 20 anni si occupa di sicurezza stradale) Giordano Biserni, punta il dito contro l’inciviltà degli automobilisti italiani: “Perché siamo un Paese in cui manca il rispetto delle regole e dei passanti, visti come un nemico che fa rallentare il percorso”. I dati Istat, d’altronde, non mentono: il numero di persone investite nel 2018 supera i 21 mila delle quali 618 sono morte. Il numero rimane uguale rispetto agli anni precedenti, ad esempio nel 2017 i pedoni uccisi sono stati 621.

Ma quello che inquieta sono le percentuali pubblicate dall’Istat sulle morti in strada nazionali. Il numero di pedoni sulle morti totali è passato dal 15% al 18%, dei quali 1 su sette nel Lazio. Se si vanno a guardare infatti solo i dati riguardanti la Regione del centro Italia la percentuale sale sino al 26,3%, più di una vittima su 4.