Calciomercato Inter, dopo il trionfo in Copa Libertadores Gabigol non potrebbe essere un rischio da correre?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:15

Dopo avere segnato 38 gol in un anno solare, Gabriel Barbosa – anche noto con il ben poco umile soprannome di Gabigol – era ancora considerato un esubero. Un esubero che avrebbe garantito (dovrebbe) qualche decina di milioni, consentendo alla società di appartenenza – l’Inter – di non realizzare una minusvalenza.

Avendone segnati due negli 5′ della finale di Copa Libertadores, consentendo al Flamengo di ribaltare il match contro i campioni in carica del River Plate – regalando il massimo trofeo del Sud America ad una squadra che non lo conquistava da 38 anni, potrebbe balenare l’idea che Gabigol possa risultare utile a questa Inter.

Una Inter in cui Conte ha sempre chiesto rinforzi, anche per l’attacco (dove le opzioni scarseggiano, complici infortuni vari).

Ma per quale motivo quindi non prendere in considerazione il brasiliano classe ’96, che a dicembre termina il periodo di prestito al Flamengo?

Potrebbe venire il dubbio che sia troppo pazzo per l’Inter attuale, che Conte sta cercando a tutti i costi di normalizzare (è pazzo sia perché capace di ribaltare una finale da solo, sia perché tocca la coppa prima di entrare in campo, in barba a qualsiasi scaramanzia).

Potrebbe venire il dubbio che venga (ancora) considerato un giocatore poco adatto al calcio europeo (ed il dubbio sovviene vedendo gli highlights della sua partita), dopo il poco spazio concessogli dagli allenatori che lo hanno guidato tanto a Milano quanto a Lisbona (quando giocò – pressoché niente – con la casacca del Benfica).

Potrebbe venire il dubbio che l’Inter voglia darci un taglio definitivo col passato, come accaduto con Icardi, Perisic e Nainggolan (anche se quest’ultimo – in barba alle analisi tattichecredo sarebbe risultato molto utile).

Ma il dubbio maggiore è che l’Inter possa pentirsene più in là, come fatto con altri brasiliani (penso a Roberto Carlos e Coutinho) che – con un minimo di pazienza – avrebbero garantito introiti ben maggiori alle casse nerazzurre.

Un altro timore, magari, è che tornando in nerazzurro, trovandosi ad essere rincalzo (ché non si può pensare di mettere in panchina né Lukaku né Lautaro Martinez) possa tornare a deprezzarsi o possa magari rompere lo spogliatoio – anche se nei mesi di panchina durante la prima esperienza meneghina non si è mai reso protagonista di eccessivi protagonismi, nonostante le sopracciglia ad ali di gabbiano che depongono male.

Non è quindi forse un rischio da correre?

Io credo possa esserlo, ancor più ascoltando le parole dell’amministratore delegato Marotta a DAZN ai margini della partita contro il Torino: “L’analisi di Conte è la stessa nostra, siamo in sintonia. Guardiamo al mercato di gennaio, che è povero di idee e contenuti, ma dobbiamo cogliere il meglio. Al momento le opportunità non sono assolutamente soddisfacenti, vedremo in seguito, ma noi siamo pronti”.

Se il mercato è così povero di contenuti (con calciatori spesso valutati più di quanto realmente valgano) perché non approfittare del ritorno obbligato di Gabigol a Milano?

R.D.V.