“Aiuto, ho subito un furto”: ecco come i social network possono diventare luogo di aiuto tra gli utenti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:02

I social network come luogo virtuale in cui interagire e incontrare persone nuove, ma anche come luogo virtuale nel quale chiedere aiuto: è questo uno dei futuri ruoli che potrebbe avere la rete?

I social network come “mezzo di supporto” capace di andare in soccorso all’operato delle Forze dell’Ordine? Potrebbe essere proprio questo uno dei futuri utilizzi dei social. Dopo l’ingresso di Facebook nell’era dell’e-commerce, grazie all’apertura di un Marketplace in cui gli utenti possono inserire le inserzioni di vendita relative a beni mobili o immobili sia usati sia nuovi, sembra che il social sia sempre più usato dagli utenti non solo per dare notizie su se stessi e sulla propria vita ma anche per lanciare appelli e richieste di aiuto. È il caso di un furto, ad esempio: chiunque venga privato di qualcosa  senza il suo consenso può scriverlo in rete, sperando che il suo appello sia letto da chiunque sia in grado di aiutarlo.

L’universalità dei social, che possono arrivare ovunque senza necessitare di spostamento fisico delle persone, favorisce la rapida condivisione di post e di notizie dei più disparati argomenti. In questo senso, questo aspetto potrebbe rappresentare una risorsa per le Forze dell’Ordine che si trovano a dover indagare su furti (o, perché no, scomparse di persone, pur chiarendo che questi altri casi sono di gran lunga più delicati e i social potrebbero innescare confusione): il fatto, veicolato tramite internet, arriverebbe anche alle orecchie di persone lontane che altrimenti non avrebbero mai appreso dell’accaduto. I social potrebbero avere addirittura un altro potere: le condivisioni e le mobilitazioni di massa potrebbero fare leva sui responsabili fino a spingere a restituire il maltolto. Chissà.

Facebook come luogo virtuale in cui denunciare un furto o un’ingiustizia, l’universalità e il potere dei social

L’immenso potere dei social e le richieste di aiuto dei suoi utenti. L’esperienza maturata in questi anni su piattaforme come Facebook, Twitter et similia, ci insegna che nulla è più potente delle parole e delle immagini se condivise in rete e veicolate dal pubblico giusto. Un movimento di protesta può arrivare in poco tempo a fare proseliti in tutte le regioni del Paese (vedete, per esempio, cosa sta accadendo con il Movimento delle sardine), e le fake news (per controparte negativa) possono allo stesso modo diffondersi ed essere fatte proprie come notizie veritiere. Ogni cosa ha i suoi pro e i suoi contro.

Facebook come luogo virtuale in cui denunciare un furto o un’ingiustizia: il caso di Giulia da Catania

Ma torniamo a un’abitudine che sta prendendo sempre più piede e che potrebbe consolidarsi nel prossimo futuro. Pare che oggi i social siano sempre più utilizzati per lanciare richieste di aiuto alla rete nei casi in cui si subisca un’ingiustizia. Se ci pensate, è già successo: mesi fa alcuni genitori avevano denunciato furti riguardanti oggetti appartenenti ai loro figli (come il caso del papà a cui dalla macchina avevano portato via i i giocattoli della figlia malata), e questo aveva scatenato la commozione e la mobilitazione della rete.

In questi giorni è emerso il caso di Giulia De Franco, una ragazza a cui hanno rubato l’amata motocicletta, sua compagna di avventure in giro per le strade di Catania (vedere foto). I ricordi fanno sì che si sviluppi un attaccamento sentimentale anche per gli oggetti che hanno contribuito alla formazione di quei ricordi nella nostra, e Giulia alla sua moto aveva dato un nome (come d’altronde spesso si fa per gioco con le macchine): Bettina. Non solo un furto che ha danneggiato economicamente Giulia ma anche una privazione che le ha tolto un qualcosa che fa parte dei suoi ricordi.

Non si chiamava Rebecca, si chiamava Bettina. Non abbiamo girato il mondo ma di km in giro per Catania ne abbiamo macinati tanti. L’hanno presa oggi da via Enna fra le 19:30 e le 20:00. Se la vedete in giro contattatemi. Grazie, vi prego di condividere”, scriveva Giulia su Facebook lo scorso 25 novembre. E noi speriamo che il suo appello sortisca l’effetto desiderato.

Maria Mento