No alle pietre d’inciampo con i nomi dei deportati nei lager a Schio, la motivazione: “Portano odio e divisioni”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:42

Schio dice no alle pietre di inciampo con i nomi dei deportati

Il Consiglio comunale di Schio, dove la destra possiede la maggioranza, ha bocciato una mozione del Pd per a realizzazione di pietre di inciampo recanti i nomi di alcune vittime della Shoah. Si grida alla vergogna

Pietre di inciampo recanti i nomi delle vittime delle Shoah: il Consiglio Comunale di Schio (Vicenza, Veneto) ha detto di no a questa proposta presentata con una mozione del Pd. La mozione, che in queste ore è divenuta il centro di un vero e proprio caso politico, prevedeva l’inserimento di pietre d’inciampo recanti i nomi delle vittime della deportazione nazista nei lager là dove queste persone vivano, ma il centrodestra (che rappresenta la maggioranza a livello locale) ha bocciato la proposta. Secondo la motivazione fornita da Alberto Bertoldo, della lista “Noi cittadini” che detiene la maggioranza in Consiglio, si tratta di iniziative che portano odio e divisione.

Schio dice no alle pietre di inciampo con i nomi dei deportati, le motivazioni del centrodestra

Piete di inciampo per ricordare 14 persone che vivevano a Schio e che sono state deportate e uccise nei lager. Questa l’idea dei membri Pd del Consiglio Comunale di Schio, che hanno presentato una mozione per l’approvazione dell’installazione delle suddette pietre di inciampo con su incisi i nomi di quelle 14 persone che sono state deportate nei lager. Le pietre si sarebbero dovute installare là dove le vittime un tempo vivevano. Ma dalla maggioranza del Consiglio Comunale di Schio è arrivato il no e la Lega si è astenuta nel corso della votazione.

Questa sono iniziative che rischiano di portare, a Schio, nuovo odio e nuove divisioni. Così, ai microfoni del Giornale di Vicenza, Alberto Bertoldo (di “Noi Cittadini”, lista di maggioranza comunale) ha motivato la bocciatura data alla mozione, esortando poi a lasciare che queste vittime riposino in pace. Renzo Sella, compagno di gruppo di Bertoldo, ha dato un’ulteriore spiegazione: “Come possiamo pensare di ricordare solamente qualcuno, a discapito di altri?“. Questa espressione meglio si spiega grazie a un comunicato pubblicato dal Pd di Vicenza, in cui si legge: “La maggioranza ha bocciato la mozione perché “divisiva” e perché “non tiene conto dalle morti da entrambi le parti“.

Ma il no al ricordo di uno degli orrori dell’Olocausto ha fatto diventare la vicenda un caso di indignazione politica nazionale.

Schio dice no alle pietre di inciampo con i nomi dei deportati, il centrosinistra polemizza

Daniela Sbrollini, senatrice di Italia Viva, si è schierata contro la scelta presa dal centrodestra del Consiglio Comunale di Schio. La donna ha commentato dicendo che a Schio è stata scritta una brutta pagina, che la bocciatura non trova giustificazioni e che Schio dovrebbe avere il coraggio di ricordare. Secondo Stefano Fracasso, capogruppo dem nel Consiglio Regionale del Veneto, “La maggioranza ha bocciato la dignità della città. Proprio a Schio, dove un lungo e paziente processo di riconciliazione della memoria ha dato buoni frutti“.

Sulla questione è intervenuto anche il deputato Pd Emanuele Fiano, che ha riportato la notizia sulla sua pagina Facebook ufficiale commentando: “Ditemi che non è vero. Cose da non credere. Il Comune di #Schio dice no alle pietre d’inciampo perché “divisive”.

Maria Mento