“Li massacriamo”, “Vabbè spariamogli”: intercettazioni shock dietro l’operazione antidroga di Roma

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:47

Si è conclusa con 51 arresti ed il sequestro di chili di droga dal valore complessivo di 120 milioni di euro, l’operazione antidroga condotta a Roma.

Un’associazione criminale di nuovo tipo con connessioni all’estero, stratificazioni interne ed una ramificazione su tutto il territorio romano. Questo è quello che è emerso dall’operazione antidroga ‘Grande Raccordo Criminale‘ condotta dalla Finanza a Roma. Al termine della fase investigativa, i finanzieri hanno condotto un blitz che ha portato all’arresto di 51 persone associate a vario titolo nella distribuzione di droga nella Capitale. Durante l’operazione antidroga sono stati sequestrati 250 chili di cocaina e 4.250 di hashish per un valore complessivo di 120 milioni di euro.

Operazione antidroga a Roma: le intercettazioni sono scioccanti

Ciò che colpisce, però, è la struttura di questa associazione che, stando alle intercettazioni, era guidata da Fabrizio Piscitelli (Diabolik) e Fabrizio Fabietti. Parlando del caso, il magistrato che ha coordinato le indagini, Michele Prestipino, spiega: “Si tratta di un gruppo criminale che non ha eguali in altre città italiane che operava a Roma Nord e che coinvolge criminalità sportiva, politica e non solo. Tutto ruotava attorno a Piscitelli, che era indagato prima di essere ucciso”. L’indagine è stata condotta in modo trasversale, al fine di ricostruire tutta la filiera del commercio illegale e svelare il funzionamento del traffico di droga a Roma.

L’associazione poteva contare su dei broker che tenevano i contatti per l’afflusso di droga dal Sud America e dal Nord Africa. Gli stessi decidevano poi a quali figure di riferimento affidare la distribuzione sul mercato locale. Controllo del mercato che veniva esercitato attraverso la violenza e squadre di picchiatori assoldate proprio per ottenere i pagamenti. Tra gli estratti delle intercettazioni hanno suscitato clamore quelle in cui alcuni della “squadra recupero crediti” dicevano: “Li massacriamo tutti” oppure “Vabbé spariamogli, che dobbiamo fare!”. Gli inquirenti sono inoltre sicuri che continuando l’indagine si possa risalire al movente e all’autore dell’omicidio di Diabolik.

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