Omicidio Ana Maria Di Piazza, la famiglia della vittima chiede lo stop a insulti e battutine squallide

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:58

Omicidio Ana Maria Di Piazza

Ana Maria Di Piazza era la giovane trentenne che è stata uccisa, a Partinico (Palermo), dall’uomo da cui aspettava un figlio. La famiglia della ragazza ha chiesto che si smetta di fare battute squallide e cattive sulla giovane,  che di fatto era l’amante dell’uomo sposato che l’ha uccisa

Antonino Borgia (51 anni), già sposato e padre, ha ucciso a coltellate la trentenne Ana Maria Di Piazza lo scorso 23 novembre 2019, a Partinico (Palermo). La giovane aveva intrecciato con lui una relazione amorosa dalla quale sarebbe presto nato un bambino, visto che la ragazza era incinta da tre mesi al momento del delitto. Alcune persone hanno visto che Ana, evidentemente ferita, fuggiva dal suo assassino. Lui l’ha inseguita, armato di un bastone e di un coltello, per mezzo del quale l’ha accoltellata mortalmente alla gola proprio mentre la ragazza gli urlava di fermarsi perché era incinta del loro bambino. Il delitto terrificante ha sconvolto la comunità, che si è stratta in modo compatto intorno al figlio undicenne che Ana aveva avuto da un’altra relazione.

Come riporta Fanpage, l’omicida ha confessato il delitto, dichiarando che Ana lo aveva minacciato di dire a sua moglie della loro relazione qualora lui non le avesse corrisposto una somma di denaro. A distanza di poco più di una settimana, la famiglia di Ana ha rotto il silenzio per scagliarsi contro chi ha pronunciato battute e frasi offensive nei confronti della 30enne uccisa.

Omicidio Ana Maria Di Piazza, la difesa dell’omicida sui social

La morte di Ana Maria Di Piazza, uccisa per mano del suo amante Antonino Borgia (dal quale la donna aspettava un figlio maschio), ha sconvolto l’intera comunità siciliana di Partinico. Dopo lo sgomento iniziale che ha invaso anche i social networks, sono però arrivate da più parti delle dichiarazioni offensive alla memoria della ragazza: in molti (soprattutto donne) hanno criticato quella scelta di vita di Ana, e cioè quella di essere l’amante di un uomo già sposato, di fatto dandole più o meno velatamente la responsabilità di aver tenuto un atteggiamento scorretto. Parole che rischiano non solo di denigrare la vittima (come a dire che se la sia cercata perché ha calpestato un matrimonio. E purtroppo c’è chi la pensa davvero così) ma anche di far passare in tono minore la gravità del delitto compiuto da Antonino Borgia. Nonostante tutto, il 51enne continuerà ad avere accanto la moglie Maria Cagnina: la donna ha dichiarato che non lo abbandonerà perché l’uomo rimane sempre il padre dei suoi figli.

Anche le dichiarazioni di Vito Borgia (padre dell’omicida) hanno sollevato polemiche in quanto l’uomo ha dichiarato che “Con la storia della parità, le donne incitano gli uomini, li fanno andare fuori di testa. È successo anche a mio figlio con Ana”. La famiglia della giovane ha così rotto il silenzio, chiedendo che si smetta di pronunciare insulti e battutine squallide.

Omicidio Ana Maria Di Piazza, parla la cugina della vittima: “Le stesse donne commettono femmincidio”

La cugina di Ana ha deciso di parlare a nome di tutta la famiglia, e ha difeso la cugina defunta scrivendo un lungo post (di cui vi riportiamo qualche stralcio) affidato ai social nel quale si dice, chiaramente, che anche le donne che attaccano così come è stato fatto con Ana commettono in qualche modo femminicidio

In quattro giorni abbiamo letto di tutto ogni genere di insulto possibile ed immaginabile. Adesso basta. Adesso parliamo noi. Ana era una ragazza come tantissime altre. Libera di fare ciò che voleva della propria vita“, si legge nel post. E ancora:

Fino a oggi la famiglia Di Piazza ha mantenuto un silenzio rispettoso nei confronti di questa immensa tragedia. Abbiamo evitato di rilasciare dichiarazioni, di parlare dell’accaduto e di aggiungere delle parole che a mio parere sarebbero state semplicemente futili davanti a un abominio di questo genere. Adesso però siamo stanchi. Si è parlato di femminicidio, sono state fatte manifestazioni ma a cosa servono ogni anno queste pagliacciate? Sì, passatemi il termine perché sono solo tali, delle grandissime pagliacciate. A cosa servono quando sono le stesse donne a commettere femminicidio? A cosa serve quando donne dicono determinate cose?“.

Maria Mento