Vittorio Sgarbi, il noto critico d’arte è indagato: la fondazione di cui è Presidente falsificava perizie su opere d’arte fasulle

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:35

La fondazione Archivio “Gino De Dominicis” è finita nello scandalo che riguarda delle opere d’arte false fatte passare per autentiche. 23 persone sono indagate: tra loro anche il Presidente della fondazione, Vittorio Sgarbi

È bufera sulla Fondazione Archivio “Gino De Dominicis” e sul suo Presidente, il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi. La fondazione avrebbe avallato l’autenticazione di 250 opere contraffatte, alcune delle quali già vendute a collezionisti e molte altre ancora da vendere.

Tutto per un giro d’affari, secondo quanto messo in luce dalle indagini, pari a 30 milioni di euro. I capi di accusa che si contestano alle 23 persone attualmente indagate (Vittorio Sgarbi compreso) sono diversi e vanno dalla ricettazione alla contraffazione di opere d’arte e all’associazione per delinquere.

Vittorio Sgarbi indagato, le indagini della Procura di Roma sulla Fondazione Archivio “Gino De Dominicis”

I Carabinieri del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale (Sezione Falsificazione ed Arte Contemporanea), che proprio nel 2019 hanno festeggiato il loro 50esimo anno di attività, indagano sulla Fondazione Archivio “Gino De Dominicis” di Roma per un caso di opere d’arte contraffatte. La Fondazione avrebbe stipulato perizie false, che autenticavano come originali delle opere invece fasulle, e questo sarebbe avvenuto per le 250 opere che sono state sequestrate nel corso delle perquisizioni. Le opere in questione erano state attribuite proprio all’operato artistico di Gino De Dominicis, uno dei più importanti artisti italiani del secondo dopoguerra nonché intestatario della Fondazione.

Nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Procura di della Repubblica di Roma, con la coordinazione di Laura Condemi, i Carabinieri hanno così eseguito 4 provvedimenti applicativi di misure cautelati (2 riguardanti ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e 2 divieti temporanei di esercizio dell’attività professionale). Ci sono, in tutto, 23 persone indagate per associazione per delinquere, contraffazione di opere d’arte e ricettazione. Come riporta Il Messaggero, agli arresti domiciliari sono finiti il vicepresidente della Fondazione e il presunto autore dei falsi.

Vittorio Sgarbi indagato, le parole del critico d’arte in merito a questa vicenda

Vittorio Sgarbi ha rilasciato una lunga dichiarazione, riportata da IlTempo.it. Il critico d’arte ha fortemente contestato l’operato dei Carabinieri e della Procura e ha dichiarato di voler presentare un’interrogazione parlamentare in merito a questa indagine che lo vede coinvolto:

Mai il nucleo di tutela del patrimonio artistico dei carabinieri era arrivato più in basso mettendo l’ignoranza al servizio della cecità e della mancanza di giudizio di un magistrato, tale Laura Condemi, sostituto di quella Procura della Repubblica di Roma che ha consentito, nonostante le drammatiche segnalazioni di Italia nostra e mie, l’abbattimento del villino Naselli del 1930, in prossimità del quartiere Coppedè. L’insipiente Procura è indifferente al vandalismo e alla distruzione e insegue e sequestra opere autentiche di Gino de Dominicis sulla base di indagini farlocche, senza alcun elemento probatorio, senza l’individuazione di falsari: un’indagine irresponsabile e criminale che distrugge la reputazione di un artista di cui non si conoscono falsi, se non nell’esaltazione di chi pretende di essere l’unico esperto (…)”.

Vittorio Sgarbi ha sottolineato di aver collaborato con i Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale, contribuendo a importanti recuperi di opere d’arte. Il critico d’arte ha fatto poi riferimento a due errori gravi commessi nel caso di due indagini parallele, errori sui quali- alcuni anni fa- egli stesso aveva messo sull’avviso l’allora comandante del Nucleo, e dopo ha parlato dell’interrogazione parlamentare e della denuncia per diffamazione che ha intenzione di presentare contro il PM che segue l’inchiesta:

“(…) Provvederò a una interrogazione parlamentare e chiederò l’accesso agli atti dell’indagine, che infama collezionisti e galleristi onesti senza alcun elemento probatorio, e pregiudica l’attività critica con i suoi liberi convincimenti. Parallelamente, ho dato incarico all’avvocato Cicconi di procedere con una denuncia per diffamazione contro il pubblico ministero Condemi”.

Maria Mento