Ossa trovate a Caccamo: appartengono a Santo Alario, scomparso da 2 anni

Dopo il test del dna, i Carabinieri del Ris di Palermo hanno appurato che le ossa trovate a Caccamo appartengono a Santo Alario, uomo scomparso 2 anni fa.

Clamorosa svolta nell’indagine sull’omicidio di Santo Alario. I carabinieri del Ris, infatti, hanno trovato una prova che potrebbe essere decisiva per dimostrare la colpevolezza di Giovanni Guzzardo. Sei mesi fa, infatti, sono state ritrovate casualmente delle ossa umane in un campo nei pressi della diga Rosamaria (Caccamo). Sono serviti diversi test, ma alla fine i risultati hanno chiarito che i resti umani trovati sono quelli di Santo Alario.

A dichiararlo è stato il procuratore di Termini Imerese Ambrogio Cartosio: “E’ certo, i resti umani esaminati grazie al Dna appartengono a Santo Alario, l’uomo scomparso a febbraio”. Grazie a queste prove, il procuratore ha impugnato la sentenza dello scorso luglio con la quale è stato assolto Guzzardo dall’accusa di omicidio per mancanza di prove. Adesso verrà aperta una nuova istruttoria ed i giudici della Corte d’Appello dovranno giudicare le imputazioni sulla base del ritrovamento delle ossa.

La scomparsa di Santo Alario e l’ipotesi di omicidio 

Nel febbraio del 2018, Santo Alario si è allontanato da Caccamo in auto insieme a Giovanni Guzzardo. Da quel momento in poi di lui non ci sono state più tracce. Nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa, gli agenti hanno trovato l’auto di Alario nei pressi di un casolare (non distante da dove sono state ritrovare le ossa). In un primo momento sembrava che fosse scomparso anche Guzzardo, ma tre mesi dopo è stato ritrovato in un casolare.

La scomparsa di Alario ed il fatto che Guzzardo si fosse nascosto alla vita pubblica subito dopo hanno fatto pensare agli investigatori che questo potesse averlo ucciso. Fino ad oggi mancava il cadavere della vittima. Adesso bisognerà trovare una prova che dimostri che l’uomo sia realmente il colpevole della morte dell’amico.