Tornato in libertà il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti: “Contro di me un mix di falsità, odio e ignoranza”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:13

Revocato l’obbligo di dimora ad Andrea Carletti, il sindaco di Bibbiano, il paese in provincia di Reggio Emilia salito alla triste ribalta per l’indagine sul sistema di illeciti sugli affidi dei minori.

Il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, è di nuovo in libertà e potrà tornare a professare regolarmente il suo ruolo istituzionale. Nei mesi scorsi il sindaco fu messo agli arresti domiciliari, con l’accusa di essere coinvolto nello scandalo sugli illeciti degli affidi dei minori.

Dura la reazione di Carletti che si è sfogato pesantemente dopo il clima d’odio nei suoi confronti: “Il giorno dopo una delle tante serate trascorse in Comune vieni svegliato, e in poche ore, dalle Alpi alla Sicilia diventi il mostro, l’orco di Bibbiano. La tua pagina Facebook è sommersa da insulti e minacce di morte rivolte non solo a te ma alla tua famiglia, a tuo figlio. Insulti e minacce di morte che riempiono anche le pagine social di ‘autorevoli’ figure istituzionali a livello Nazionale”.

Lo sfogo del sindaco di Bibbiano, tornato in libertà: “Considerato ingiustamente il mostro, l’orco di Bibbiano”

Andrea Carletti ha etichettato i suoi detrattori come “i barbari del web” e ha continuato così il suo sfogo dopo questi mesi pesanti: “In questi mesi è stato durissimo reggere un clima così pesante. Una sofferenza incredibile vedere ogni giorno gli attacchi indegni di un paese civile nei confronti dei Bibbianesi, della comunità di Bibbiano. Riassaporare dopo 5 mesi il gusto della libertà è una sensazione indescrivibile”.

Andrea Carletti ha annunciato il ritorno nel Municipio di Bibbiano: “Ho appreso da poco la decisione del prefetto. Nei prossimi giorni, con la dovuta cautela, con la dovuta gradualità, riprenderò un cammino interrotto il 27 di giugno. Questo lo devo innanzitutto a chi a maggio mi ha rinnovato la mia fiducia. Per oggi mi accontento delle innumerevoli telefonate di stima, amicizia e solidarietà che sto ricevendo. Attestati che mi fanno dimenticare quelle continue minacce di morte indirizzate a me, a mia moglie e a mio figlio che ha cinque anni”.