Sopravvissuto all’Olocausto, 93enne racconta le sue paure: “L’antisemitismo sta tornando”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:43

olocausto antisemitismoJosef Lewcowicz aveva solo 14 anni quando gli fu affidato un compito terribile per un ragazzo della sua età.

Il primo lavoro del 14enne fu infatti quello di spalare ossa umane nel campo di concentramento di Płaszów.

L’adolescente polacco è stato spedito come un pacco postale in cinque campi di concentramento. Tre anni di orrori in cui il giovane ha visto con i suoi occhi tutta la barbarie del nazismo. Josef ha assistito a scene terrificanti, come quando alcuni prigionieri sono stati talmente travolti dalla fame da arrivare a mangiare un bambino, oppure quando le guardie facevano saltare i prigionieri dalle scogliere.

Oggi Josef è ossessionato dalle sue esperienze da incubo durante l’Olocausto: i nazisti hanno ucciso tutti i 150 membri della sua famiglia.

“Avevo visto talmente tanta crudeltà che nulla ormai riusciva più a sorprendermi”, ha detto l’allora 14enne al Sun.

Offese e aggressioni contro gli ebrei in netto aumento

Dopo tutti questi anni, Josef si dice “sgomento” per la nuova ascesa dell’antisemitismo in tutto il mondo. Proprio il mese scorso, un uomo è stato arrestato dopo essere stato filmato mentre rivolgeva commenti antisemiti ad un uomo ebreo e a suo figlio nella metropolitana di Londra.

Ma il problema sta diventando sempre più grave in tutto il mondo. Le offese contro gli ebrei sono aumentate del 74% in Francia, mentre nel 2018 in Germania le aggressioni antisemite hanno visto un aumento del 60%.

Con l’Olocausto che si allontana sempre più dalla memoria vivente, Josef – che ora ha 93 anni – sta raccontando la sua storia per far sì che le future generazioni conoscano ciò che è realmente accaduto.

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