Massimo Bossetti chiede aiuto a Feltri “Mi impediscono di difendermi. La prego mi aiuti”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:34

Massimo Bossetti, nuova lettera-appello

In una lettera-appello a Vittorio Feltri, l’ex muratore condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, denuncia: “Mi impediscono di difendermi”

In una lettera al direttore del quotidiano “Libero”, Massimo Bossetti scrive: “I pm mi impediscono anche di difendermi”. In quello che è un vero e proprio appello, l’uomo cerca di descrivere la sua paradossale situazione: “Come posso difendermi e provare la mia estraneità, se non mi permettono di indagare sui reperti per accertare l’assoluta granitica certezza che quel Dna non mi appartiene?”

“Le chiedo gentilmente – si legge nella missiva diretta a Vittorio Feltri – di non tralasciar nulla di quanto continuo a dover subire dalla giustizia italiana. Prima viene trasmessa alla mia difesa l’autorizzazione da parte della Corte, successiva all’istanza depositata dall’avvocato Salvagni qualche giorno fa, di poter accedere ai reperti, ad indagare sui reperti di Dna ancora disponibili, e ad esaminarli con i miei consulenti, conservandoli per i futuri esami. E dopo 48 ore la Procura di Bergamo mi nega di fare ulteriori accertamenti e le dovute indagini. Come è possibile?”.

L’appello di Bossetti: “mi aiuti nel gridare quanto d’inumano continuo a subire”

Non è la prima volta che l’ex carpentiere di Mapello si rivolge a Feltri perchè dia voce alla sua vicenda, che definisce ‘scandalosa’ e chiede: “Per favore dottor Feltri, mi aiuti nel gridare facendosi sentire per quanto d’inumano continuo a subire. I miei figli soffrono e hanno bisogno del padre”.

Massimo Bossetti è stato condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio della 13enne Yara Gambirasio scomparsa il 26 novembre 2010. Il suo corpo venne ritrovato nel campo di Chignolo d’Isola tre mesi dopo, il 26 febbraio 2011. Dopo lunghisse indagini e lavoro certosino da parte della procura di Bergamo, il 16 giugno 2014 venne arrestato quello che la legge italiana ha giudicato in tutti i gradi di giudizio il suo assassino, Massimo Giuseppe Bossetti. Ad incastrarlo sarebbe il DNA, lo stesso il cui accesso viene impedito ai legali di Bossetti per ulteriori analisi, insieme a tutti i vestiti di Yara.