Terremoto in Toscana: la placca adriatica sta premendo sugli Appennini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:12

Secondo il presidente dell’Ingv, Carlo Doglioni, il terremoto avvenuto in Toscana nelle scorse ore sarebbe un normale fenomeno di subduzione della placca adriatica. Doglioni è stato intervistato nell’ambito di un’inchiesta portata avanti dal ‘Corriere della Sera’ sull’origine del terremoto toscano.

Il ‘Corriere della Sera’ ha rilasciato un’intervista a Carlo Doglioni, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Le sue parole chiariscono bene come il terremoto avvenuto nelle scorse ore in Toscana sia un evento sismico normale per la confermazione del territorio italiano. Infatti, tutta la catena appenninica, dalla Liguria alla Calabria e parte della Sicilia, mostra una classificazione ad alta pericolosità sismica.

Queste le parole di Doglioni: “Terremoti di intensità analoga a quella registrata nel Mugello, tra i 4 e 5 gradi della scala Richter, sono abbastanza frequenti nel nostro territorio e se ne contano una ventina nell’arco di un anno lungo tutta la Penisola. Sono definiti leggeri. Se, purtroppo, si verificano dei danni è perché gli edifici non sono stati costruiti in modo adeguato”.

Secondo Carlo Doglioni, la placca adriatica sta premendo sugli Appennini: “Nel fenomeno della subduzione la micro placca adriatica, localizzata prevalentemente nell’area del mare omonimo, si immerge sotto la Penisola provocando prima una pressione con sollevamento della catena appenninica e più oltre distensione e stiramento”.

Terremoto avvenuto in Toscana: secondo il presidente dell’Ingv, Carlo Doglioni, esso è un fenomeno di subduzione della placca adriatica

Il presidente dell’Ingv ha proseguito: “La zona risente dell’estensione della crosta terrestre la quale, per l’Italia centrale, è misurata in circa 4 millimetri all’anno. Questo provoca un accumulo di energia che periodicamente viene rilasciata. Tenendo conto che ogni cento anni si registra quindi un movimento di 40 centimetri, ogni due-tre secoli l’area è in grado di esprimere un terremoto capace di spostare il volume della crosta terrestre di circa un metro, un metro e mezzo, scatenando un sisma la cui magnitudo sarà di circa sei gradi”.

Infine, Carlo Doglioni ha chiarito come la zona del Mugello sia stata già colpita in passato da altri eventi sismici: “Il Mugello ha subito nel 1919 un terremoto di magnitudo 6.4 che, da un punto di vista energetico, è mille volte più forte di quello appena verificatosi. In precedenza un altro sisma significativo è stato quello del 1542 quando la terra ha tremato a un livello stimato intorno a 6 gradi Richter”.