Tumore ai polmoni, grandi passi avanti: “Entro 5 anni puntiamo a dimezzare la mortalità”

La Lung Ambition Alliance, associazione internazionale per il trattamento del tumore ai polmoni, si propone di dimezzare la mortalità entro 5 anni.

Ad oggi il tumore ai polmoni è uno di quelli più letali e difficilmente contrastabile. Questo perché viene spesso diagnosticato quando si trova in fase avanzata ed è più difficile da curare. La ricerca in questo campo ha però fatto enormi passi avanti ed i medici che lavorano per curare questa patologia mortale sono convinti che si possa migliorare di gran lunga le percentuali di sopravvivenza di chi ha un tumore ai polmoni.

Com’è? C’è un piano ben chiaro che inizia dal arrivare il prima possibile alla diagnosi in modo tale da poter operare e rimuovere il tumore quando è ancora in una fase iniziale. Certo, l’ideale sarebbe diagnosticarlo ancora prima che si formi, riuscendo ad individuare le persone a forte rischio e attuando metodi di prevenzione (il più grande è smettere di fumare). Nel caso in cui il tumore non fosse asportabile, individuare il punto debole per fare una cura farmacologica mirata. A quel punto risvegliare il sistema immunitario per fargli riconoscere le cellule tumorali e farle combattere dall’interno.

Tumore ai Polmoni: dimezzare la mortalità entro 5 anni, si può?

Si può dimezzare la mortalità del tumore al polmone? Questa è certamente la convinzione e la speranza che i medici della Lung Ambition Alliance hanno presentato sul palco del convegno internazionale ‘Tumore al polmone: raddoppiare la sopravvivenza si può. In 5 anni‘. A spiegare come ci ha pensato il dottor Scagliotti, oncologo esperto nella cura del tumore ai polmoni a ‘Repubblica’: “Possiamo portare a oltre il 30% la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi combinando prevenzione, nuovi metodi per la diagnosi precoce e nuove terapie”. Il primo obbiettivo che si pongono i medici è quello di aumentare la percentuale di diagnosi di tumore polmonare quando è ancora asportabile (oggi ferma al 15-20%). Come fare è presto detto, basta aumentare la consapevolezza.

Bisogna invitare le persone a fare la corretta prevenzione e sottoporsi allo screening, una tac a base di radiazioni che permette di effettuare diagnosi corrette. Quindi bisognerebbe aiutare i fumatori a smettere. Ad oggi queste sono la maggiore causa di cancro ai polmoni (l’85%). La possibilità di contrarlo è di 14 volte superiore per i fumatori occasionali e di 20 volte superiore per quelli accaniti.