In fondo al mar Mbari scopre migliaia di crateri e si interroga sulla loro natura

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:55

L’istituto di ricerca californiano Mbari ha scoperto l’esistenza di migliaia di crateri di natura ignota sul fondo del mare che bagna la California.

I risultati di una analisi delle profondità marine a largo della California ha portato alla scoperta di numerosi crateri e depressioni la cui origine è al momento ignota. La scoperta è stata fatta in seguito ad un’analisi della conformazione della superficie sottomarina condotta dal Monterey Bay Aquarium Research Institute (MBARI) proprio per capire la natura di un cratere precedentemente avvistato.

Nel corso dell’analisi, però, gli studiosi si sono imbattuti in molti crateri simili, con un diametro approssimativo di 174 metri e una profondità di circa 5 metri. Inoltre sono stati scoperti de buchi più piccoli, delle depressioni, dal diametro di 11 metri e con una profondità di circa un metro. A sorprendere è soprattutto il cospicuo numero di questi ultimi, visto che ci si aggira sui 15.000 crateri.

Scoperti 15.000 crateri: solo alcuni possono essere causati dall’uomo

La prima domanda a cui hanno cercato di rispondere gli studiosi del MBARI è come sia stato possibile che questi crateri si siano formati. Si è pensato subito a quale percentuale sia da attribuire all’operato dell’uomo, visto che in alcuni di essi sono stati trovati dei rifiuti di vario genere. La risposta è che per alcuni di essi, circa un terzo, l’azione dell’uomo è stata determinante.

Come abbiano influito i rifiuti umani sulla morfologia del territorio viene spiegato all’interno dello studio presentato alla conferenza dell’American Geophisical Union: “Queste osservazioni ci mostrano che le sostanze di rifiuto sono responsabili per almeno 4.500 dei 15.000 crateri”. Esclusa invece la possibilità che a causare il fenomeno di erosione possano essere stati i gas di scarico o la benzina rilasciata in mare, in quanto sul terreno non sono state trovate tracce di tali elementi.

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