Studentessa stuprata e gettata dal 20° piano, i colpevoli: “Non era illibata”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:36

Si è concluso con una condanna all’ergastolo per gli assassini, il processo sull’omicidio di Sule Cet, studentessa stuprata e gettata dal 20°piano.

Il 29 maggio del 2018, Sule Cet, 23enne studentessa dell’Università di Ankara (Turchia), viene invitata dal datore di lavoro a prendere un drink nel suo lussuoso appartamento al 20° piano di un grattacelo. La ragazza accetta l’invito, ma presto comprende che le ragioni di quel rendez-vous non sono esattamente amichevoli. In casa dell’uomo, Çağatay Aksu (40 anni), c’è anche il suo amico Berk Akand. I tre bevono qualcosa e parlano del più e del meno, nel frattempo i due uomini le fanno qualche avance sessuale.

La giovane allora capisce che sarebbe il caso di andarsene e cerca qualche scusa per congedarsi, ma i due cercano in tutti i modi di convincerla a restare. Sempre più a disagio Sule scrive ad un’amica: “È ossessionato da me, non mi lascia andare via. Vorrei non essere mai venuta”. Poco dopo viene ritrovata sull’asfalto sotto al grattacielo, priva di vita e con evidenti traumi da caduta.

L’indagine sulla studentessa stuprata e la condanna

La polizia arriva sul sito dell’incidente e si affretta a concludere che si è trattato di un suicidio. I genitori della ragazza, però, spingono affinché s’indaghi più a fondo e la polizia riapre il caso. Dall’autopsia sul corpo emergono chiari segni di violenza sessuale, i due uomini l’hanno stuprata varie volte per poi ucciderla quando la violenza era conclusa. Dai tabulati telefonici emerge che si trovava lì per un appuntamento con il datore di lavoro e dai test del dna che proprio lui e l’amico l’avevano violentata. I due colpevoli vengono arrestati e accusati di violenza sessuale e omicidio. Nel corso di oltre un anno di processo la loro unica difesa è stata: “Non era illibata e assumeva alcolici”. Nelle scorse ore il Tribunale di Ankara ha decretato una pena all’ergastolo per i due uomini.