Stupro di gruppo e necrofilia, le depravate abitudini degli abitanti pennuti dell’Antartico

Di recente sono emersi i risultati di uno studio che offrono una visione inquietante dei pinguini dell’antartico: pare siano necrofili e stupratori.

Trattandosi di animali che vivono in habitat completamente differenti e profondamente lontani dai nostri, siamo abituati a giudicare i pinguini esclusivamente dalla loro apparenza. La corporatura ridotta, quel modo goffo di camminare, le modalità di corteggiamento della compagna e la compattezza con cui difendono il gruppo, sono caratteristiche che li rendono simpatici ad un primo acchito. I pinguini, però, sono anche dei temibili predatori marini e decisamente ostili con cinque invada lo spazio riservato al loro branco. Di recente si è anche scoperto che derivano da una specie che aveva un ruolo predominante nella catena alimentare immediatamente dopo la scomparsa dei dinosauri.

Insomma, per quanto di aspetto grazioso, i pinguini sono tutt’altro che animali docili. Nonostante questo, nessuno si aspettava di leggere che tra le loro abitudini sessuali ci sono comportamenti di rara violenza. La scoperta è stata compiuta addirittura 109 anni fa dallo studioso George Murrey Levick. Lo zoologo è stato il primo ad osservare da vicino il comportamento dei pinguini dell’Antartico e quello che ha riportato era talmente scioccante che la sua pubblicazione è andata nel dimenticatoio. Addirittura la scrisse in greco perché quanto scoperto era talmente scioccante da diventare inadatto ad un lettore “Non istruito”.

Stupro di gruppo e necrofilia, tra i comportamenti abituali dei pinguini

Noto da tempo che i pinguini siano soliti costruire un nido per fare colpo sulla compagna e convincerla a concedersi all’accoppiamento. Così come è noto che nei compiti genitoriali non c’è una divisione netta dei compiti come per altre specie, anzi sono suddivisi e interscambiabili. Infine è risaputo che tra i pinguini ci possano essere relazioni tra esponenti dello stesso sesso. Quanto scoperto da Levick, però, è decisamente diverso e molto più cruento.

Lo zoologo ha assistito a diverse scene di violenza sessuale, con branchi di maschi che aggredivano l’esemplare femmina e lo violentavano in gruppo. In alcune occasioni ha anche visto dei pinguini che facevano sesso con il cadavere fresco di morte di uno di loro. Queste informazioni sono state riscoperte dallo zoologo odierno Lloyd Spencer Davies, il quale non solo ha pubblicato nuovamente le scoperte di Levick, ma le ha addirittura implementate con ulteriori prove raccolte personalmente. Il tutto è contenuto in un libro che è intitolato ‘A Polar Affair’ il cui sottotitolo è “La storia di un eroe dell’antartico dimenticato e la vita sessuale segreta dei pinguini”.