Morì nel rogo della sua villetta in Sardegna, ora gli inquirenti indagano sul marito per omicidio volontario

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:38
Immagine di repertorio

Nell’agosto del 2017 Anna Maria Merola perse la vita a causa di un incendio che devastò la villa della sua famiglia, in Sardegna. Ora gli inquirenti indagano sul marito per omicidio volontario

Sono passati più di due anni da quando, nell’agosto del 2017, Anna Maria Merola venne ritrovata morta nella villetta nella quale viveva insieme al marito e ai due figli, a Carbonia (Sardegna). A provocarne il decesso l’inalazione del fumo sprigionato da un incendio che ha devastato l’abitazione della famiglia. Cinque i sopravvissuti: oltre al marito della vittima, anche i due figli e due ragazze. Ora gli inquirenti sospettano che quel fuoco sia stato appiccato volontariamente e hanno iscritto il marito della vittima, Giuseppe Demurtas, nel registro degli indagati: è indagato per omicidio volontario.

Morì nel rogo della sua villetta in Sardegna, il dramma si è consumato nell’agosto del 2017: i fatti

Corrisponderebbe a “un atto dovuto” l’iscrizione di Giuseppe Demurtas sul registro degli indagati. L’uomo è il marito di Anna Maria Merola, la donna rimasta vittima di un incendio scoppiato nella villetta della coppia nell’agosto del 2017.

Siamo a Carbonia (Sardegna), e più precisamente nella frazione di Medadeddu. Anna Maria Merola, che di professione fa l’infermiera, si trova in casa insieme al marito, ai due figli e a due ragazze. A un certo punto, scoppia un incendio che si propaga al primo piano della villetta e che non lascia scampo alla donna: Anna Maria Merola, che ha 59 anni e da tempo non riesce più a camminare bene, non riesce a fuggire e muore per intossicazione da fumo. Le altre cinque persone si salvano.

Morì nel rogo della sua villetta in Sardegna, gli inquirenti indagano anche su omicidio e su un possibile corto circuito

Secondo la Procura di Cagliari, che indaga su questa tragica morte, l’incendio che ha ucciso la donna potrebbe essere stato appiccato volontariamente. Da qui l’indagine che coinvolge il marito, accusato di omicidio volontario. Come riporta l’Unione Sarda, questo atto è stato definito come “dovuto” e questo per consentire a Giuseppe Demurtas di partecipare attivamente all’inchiesta e di avvalersi di proprie periti e consulenti nel caso in cui si debba procedere con accertamenti non ripetibili.

Parallelamente a questa ipotesi, gli inquirenti ne stanno seguendo anche un’altra e non l’abbandonano: quella dell’incendio che potrebbe essere divampato accidentalmente, a partire da un elettrodomestico, causa un corto circuito.

Quattro giorni fa i Ris di Cagliari e il Procuratore Aggiunto  Paolo De Angelis hanno compiuto un nuovo sopralluogo nella villetta. Si tratta dell’ultimo accertamento, in ordine temporale, compiuto dalla Procura, che ne aveva ordinato un altro – effettuato da Vigili del Fuoco e Ris- il 18 ottobre scorso.

Maria Mento