Omicidio Luca Sacchi, respinta la richiesta della revoca dell’obbligo di firma per la fidanzata Anastasiya

Il giudice ha respinto la richiesta dei legali di Anastasiya Kylemnik, la fidanzata di Luca Sacchi, sulla revoca dell’obbligo di firma. Secondo gli inquirenti la ragazza non sarebbe credibile

Niente revoca della misura cautelare dell’obbligo di firma per Anastasia Kylemnyk perché la ragazza non è ritenuta credibile dal giudice. Così è stata rigettata la richiesta avanzata dai legali della fidanzata di Luca Sacchi, il ragazzo ucciso a Roma con un colpo di pistola alla testa– in circostanze tutt’altro che chiare- lo scorso 24 ottobre 2019.  Il Giudice per le Indagini Preliminari Costantino De Robbio ha definito le dichiarazioni della giovane come inverosimili, lacunose e scarsamente credibili in diversi punti.

Omicidio Luca Sacchi, rigettata la richiesta presentata dai legali di Anastasiya per la revoca dell’obbligo di firma

Lo scorso 4 dicembre 2019 si è tenuto l’interrogatorio di garanzia di Anastasiya Kylemnik, la fidanzata di Luca Sacchi che attualmente è indagata per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Per lo stesso reato è indagato anche Giovanni Princi, un amico di Luca Sacchi, che si trova in carcere. Dopo questo interrogatorio, i legati della ragazza hanno inoltrato istanza per ottenere la revoca dell’obbligo di firma imposto all’indagata. Richiesta che è stata rigettata dal giudice che non ritiene Anastasiya una testimone credibile. Sin da subito la fidanzata di Sacchi aveva fatto sollevare dubbi sulla veridicità delle sue dichiarazioni, a cominciare dal racconto sulla dinamica dei fatti accaduti in quella tragica sera.

Omicidio Luca Sacchi, la trattativa per la l’acquisto di marijuana e le nuove accuse ad Armando De Propris

Dalle indagini sta emergendo una verità che inizialmente si era cercato di tenere nascosta: la ragazza sarebbe coinvolta nelle trattative per la compravendita di 15 kg di marijuana. Motivo per il quale nello zainetto in dotazione alla giovane c’erano contanti per un valore di 70mila euro. Coinvolgimento che la giovane aveva negato.

Anastasiya aveva anche detto di non sapere che nello zaino c’erano 70mila euro e che Princi le aveva passato una piccola busta di contanti (che lei non aveva contato), da nascondere nello zaino nell’attesa dell’arrivo di un amico di Princi. Amico con cui lui avrebbe dovuto concludere l’acquisto illecito di una moto. Questa versione relativa al denaro cozzerebbe con quanto sarebbe accaduto dopo: sarebbe stata proprio Anastasiya a mostrare ai pusher lo zaino col denaro, tanto che Del Grosso– nel vedere quella quantità di banconote- avrebbe perso la testa e cambiato il piano, decidendo di compiere il furto.

Nella trattativa erano coinvolti Luca Sacchi e la fidanzata, insieme al già citato Giovanni Princi: fu lui, a quanto pare, a rivolgersi ai due assassini di Sacchi, i pusher Valerio Del Grosso e Paolo Pirino. Come riporta Il Messaggero, Valerio Del Grosso ha poi contattato Marcello De Propris, il suo fornitore: anche quest’uomo è in carcere con l’accusa di omicidio. Il padre di De Propris, Armando De Propris, ha ricevuto un’ordinanza di arresto con l’accusa di porto abusivo di arma. L’uomo era già stato arrestato per droga.

Maria Mento