L’ex senatore M5S passato alla Lega: “Verserò 3000 euro al mese, serviranno anche per resituire i 49 milioni”

ugo grassi lega

Ugo Grassi, ex pentastellato passato al Carroccio, ha dichiarato che contribuirà alla restituzione dei 49 milioni versando 3000 euro al mese alla Lega

Parole che hanno scatenato un putiferio tra le file del Movimento 5 Stelle. Sono quelle dell’ormai ex senatore grillino Ugo Grassi, passato nei giorni scorsi alla Lega il quale, rispondendo ad un post su Facebook, ha sottolineato che se avesse voluto arricchirsi sarebbe andato al Misto, dove le indennità sono più alte. “Così mi godevo il massimo profitto possibile – ha scritto – rispondendo al messaggio nel quale si faceva ironia sullo scambio di casacche dei pentastellati Grassi, Lucidi e Urraro – Invece tra Lega e Movimento Cinque Stelle come prelievo siamo lì”. Ma non solo: l’ex senatore ha inoltre confermato che “il passaggio alla Lega frutta solo il risparmio dei 300 euro della piattaforma Rousseau. Per il resto la Lega chiede il versamento di 3000 euro mensili di contributo. Quella cifra serve anche a restituire i 49 milioni. Oltre che a sostenere le strutture locali”. Ma non è tutto perchè Grassi ha poi aggiunto: “L’accordo sulla restituzione è stato raggiunto con modalità tali da non rendere impossibile lo svolgimento della attività politica. Ci vorrà tempo ma la situazione è questa. Tanto che la procura ha accettato”.

La reazione di Danilo Toninelli e di Francesco Silvestri

Immediata la reazione, tra gli altri, dell’ex ministro Danilo Toninelli il quale ha confermato quanto già dichiarato ieri da Luigi Di Maio: Grassi, “afferma candidamente” ciò che prevede “l’accordo stretto con il Carroccio: la campagna acquisti serve a questo? Bella roba”. Il portavoce alla Camera Francesco Silvestri invece ha sottolineato: se Grassi “avesse un minimo di dignità dovrebbe dimettersi” anche perché “ammette di pagare una retta mensile di ben 3000 euro per contribuire a far recuperare alla Lega i 49 milioni”, cifra sottratta agli italiani con la truffa sui rimborsi elettorali.