Sardine a San Giovanni in Laterano: 100.000 in piazza Roma. E vengono annunciati sei punti programmatici

Come promesso quest’oggi il popolo delle “Sardine” è arrivato anche nella capitale.

L’obiettivo era quello di raggiungere le 100mila unità per urlare a gran voce che anche “Roma non si lega” e così, migliaia di manifestanti, provenienti anche da altre regioni d’Italia, hanno invaso piazza San Giovanni a Roma, armati, si fa per dire, di magliette con slogan e cartelloni a forma di pesciolini multicolori.

Confusi tra la folla c’erano anche l’ex presidente della regione Puglia Nichi Vendola, con prole e compagno al seguito; lo scrittore e giornalista Erri De Luca e il vicesindaco di Roma Luca Bergamo,

tutti uniti, indipendentemente dal credo politico, a intonare “Bella Ciao” e l’inno di Mameli.

È stata la voce dei giovani a riportarci a un presente di speranza e di lotta“, ha detto la presidente dell’Anpi Carla Nespolo -, Odio gli indifferenti“, mutuando le parole di Antonio Gramsci e chiosando “Le partigiane e i partigiani sono con voi. La costituzione italiana non è afascista. È antifascista!

Le fa eco Pietro Bartolo, europarlamentare e, per quasi 30 anni, medico a Lampedusa: “Questa piazza ci dice che dobbiamo voltare pagina […] insieme dobbiamo resistere e ritrovare la strada maestra, che è quella dell’umanità“. E ancora: “Dicono che sono il medico che ha fatto più ispezioni cadaveriche del mondo, io di questo record mi vergogno. Non è più possibile sopportare tutto questo. Non sono possibili leggi che criminalizzano chi salva le persone, queste leggi vanno contro la Costituzione. Queste leggi sono una vergogna“.

Giunge la volta poi del leader del movimento, Mattia Santori che dal palco ha spiegato: “L’idea era riempire la piazza e cambiare un po’ la percezione della politica in questi anni […]. Noi avevamo chiesto piazza del Popolo. Il questore ci ha chiesto di venire qua perché sapevano che ci sarebbe stata un’affluenza molto alta“, in attesa che si possa organizzare un incontro con il Premier Conte che aveva, anzitempo, manifestato simpatia per il Movimento.

Il 32enne impiegato bolognese annuncia i sei punti programmatici del movimento

1. Chi è stato eletto deve andare nelle sedi istituzioni a lavorare.

2. Chiunque ricopre la carica di ministro deve comunicare solamente nei canali istituzionali.

3. Deve esserci trasparenza nell’uso che la politica fa dei social network.

4. Il mondo dell’informazione deve tradurre tutto questo lo sforzo (delle Sardine ndr) in messaggi fedeli ai fatti.

5. La violenza deve essere esclusa dai toni della politica in ogni sua forma. La violenza verbale deve essere equiparata a quella fisica.

6. Bisogna ripensare il decreto sicurezza.

E, a dare manforte ai manifestanti, si è aggiunto anche un raggruppamento di migranti che hanno chiesto l’abolizione del decreto sicurezza e ‘Minniti/Salvini/Lamorgese’, documenti e lavoro.