Giallo a Sesto Calende: anziana seminuda, morta e sangue ovunque, la Procura archivia il caso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:36

Una donna è stata trovata seminuda con lesioni sul corpo. Dalla casa sono scomparsi effetti personali e c’era sangue ovunque, ma il caso è stato archiviato.

Lo scorso 26 settembre la procura di Busto Arsizio ha archiviato l’indagine sulla morte misteriosa di Maria Luisa Ruggerone, suscitando l’ira del figlio Maurizio Fantoni. Proprio l’uomo è stato colui che ha trovato la madre priva di vita lo scorso 14 luglio a Sesto Calende. Da tempo, infatti, questa non gli rispondeva al telefono e lui, preoccupato, si è recato presso la villetta dell’ex primario dell’ospedale Niguarda. Non avendo le chiavi dell’appartamento, Maurizio ha bussato alla vicina a cui la madre aveva consegnato una copia per le emergenze.

Quando i due sono entrati si sono trovati davanti ad una scena inquietante: “Mia madre era seduta sul divano del salotto senza vita. Era quasi nuda, senza gli slip. Indossava solo il reggiseno, con le spalline abbassate e la coppa di sinistra mal posizionata. Infatti le coprii il corpo con un tessuto che trovai lì , a fianco. L’addome di mia mamma era incredibilmente gonfio, i polsi e le mani erano di un intenso colore bluastro, mentre i piedi e le gambe non lo erano”, spiega l’uomo a ‘Dagospia‘.

Ma ciò che rendeva ancora più probabile che la donna fosse stata aggredita e uccisa era la quantità di sangue trovata in casa. Il figlio della donna ha trovato macchie di sangue per tutto il salone e anche in bagno. Ha pensato che si fosse trattato di una rapina sfuggita di mano agli autori. Così, ancora scosso per quanto appena visto, Maurizio ha chiamato i carabinieri per denunciare l’accaduto.

Le indagini e l’archiviazione: Fantoni vuole riaprire le indagini sul mistero di Sesto Calende

Nonostante la scena in cui la donna è morta suggerisse una morte violenta, dopo l’autopsia ed i rilevamenti non sono stati trovati indizi di effrazione e aggressione. La procura di Busto Arsizio ha allora archiviato il caso. L’andamento delle indagini, però, non ha convinto il figlio che, subito dopo l’archiviazione, ha iniziato a lavorare insieme ai legali per fare riaprire l’indagine. Il primo ricorso è già stato presentato, ma il Gip non ha ancora risposto alla richiesta dell’uomo. Inoltre Maurizio Fantoni ha fatto esaminare la casa della madre ad un medico legale per una perizia privata.

Sulle indagini condotte dai Carabinieri, l’uomo esprime i propri dubbi, spiegando come non gli sia stato permesso di assistere ai rilevamenti né all’autopsia, inoltre aggiunge: “Ne io ne mio padre, anche lui medico, siamo riusciti a capire se sia stata eseguita una ispezione rettale e vaginale accurata. Inoltre nessuno ha saputo spiegarci che cosa avesse provocato la fuoruscita di tutto quel sangue, almeno due litri”. Le sue convinzioni sono state confermate dal referto del medico legale che ha svolto la perizia privata, nella quale si legge: “La causa della morte era chiara anche prima dell’autopsia e delle indagini effettuate dal dott Moretti e non può che essere ricondotta alle gravissime lesioni e al copioso sanguinamento con successivo shock emorragico e defaillance cardiaca e ipovolemia”.

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