Sì all’aiuto economico dei genitori ai figli maggiorenni: Il tribunale dà ragione a una donna di 33 anni. Il caso

Immagine di repertorio

Si può pretendere di avere la “paghetta” dai genitori anche se si hanno 33 anni? Secondo il Tribunale di Torino, in caso di stipendio basso, pare proprio di sì. Ecco la vicenda giudiziaria che vede coinvolti una donna e su padre

Lei è una giovane donna di 33 anni che, come altre persone della sua età, lavora ma guadagna poco. Così, si è rivolta al tribunale per avere ragione del padre che le ha negato un aiuto economico in questo momento di difficoltà. Il Tribunale ha stabilito che, in questi casi, non conta la maggiore età del figlio: se una persona è in difficoltà economica, i genitori devono provvedere a sostenerla secondo le proprie facoltà.

Sì all’aiuto economico dei genitori ai figli maggiorenni, la storia di un rapporto difficile tra un uomo separato e la figlia: lui non versa gli alimenti, lei lo porta in tribunale

Un uomo che da qualche anno non versava più alla figlia un contributo di 258 euro è stato portato in Tribunale. Lei è una giovane donna che pur lavorando non riesce a sbarcare il lunario: guadagna appena poco più di 700 euro al mese, e prima guadagnava ancora meno. Per questo motivo, la 33enne si è rivolta ai giudici che hanno dovuto stabilire se il padre potesse o meno sospendere l’erogazione della somma in favore della ragazza, viste le sue particolari condizioni. I fatti risalgono al 2014. Cinque anni fa la figlia ha agito legalmente contro il padre (separato dalla moglie, a cui doveva corrispondere- per sentenza- un assegno di 500mila lire) che dal 2012 aveva smesso di versare (se non occasionalmente) gli alimenti in suo favore.

Una vita difficile, quella della giovane donna, che impossibilitata economicamente è stata costretta a continuare a vivere con la madre e ha messo da parte il suo sogno di frequentare l’università. Questo uno stralcio del racconto fatto dalla 33enne:

Saltava alcune mensilità e non ha mai provveduto a versare il 50 per cento delle spese extra a mia madre poi dal dicembre del 2012 ha cessato ogni versamento – ha raccontato la figlia – Questo comportamento di mio padre mi sta causando gravissime difficoltà economiche, oltre a una gravissima frustrazione e a un senso di disagio perché devo sempre far ricorso all’aiuto di mia madre”

Sì all’aiuto economico dei genitori ai figli maggiorenni, la sentenza del Tribunale di Torino. Si attende la motivazione

Il responso è stato negativo nei confronti dell’uomo, e nonostante questi si sia dichiarato indigente e senza lavoro. È stato condannato non solo a versare quel denaro mensilmente (fino a quando la giovane non avrà trovato una sua stabilità lavorativa) ma anche a due mesi di carcere per aver sospeso l’invio del suo contributo.

I due mesi di reclusione saranno sospesi con la condizionale nel caso in cui il padre versi una provvisionale di 3000 euro immediatamente esecutiva per la figlia. Non sono ancora state depositate le motivazioni della sentenza, per cui non si conoscono i dettagli che avrebbero spinto i giudici a prendere questa decisione, ma come scrive la Repubblica il motivo potrebbe individuarsi nell’aiuto che un genitore è tenuto a dare alla propria prole, indipendente dalla maggiore età dei figli.

Maria Mento