Taglio dei parlamentari bloccato, raggiunto in parlamento il quorum per il referendum

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:45

Il taglio dei parlamentari per il momento non verrà applicato: in parlamento è stato infatti raggiunto il quorum per il referendum.

Nei mesi scorsi il Movimento 5 Stelle era finalmente giunto a far approvare la legge sul taglio dei parlamentari. Si trattava del raggiungimento di un’obbiettivo importante, poiché a lungo cercato già durante il primo governo Conte e concretizzatosi solo dopo la formazione del Conte bis. La riforma che prevede il taglio del 30% dei parlamentari oggi al governo, però, non è stata accolta da tutti con unanime concordia. Le maggiori perplessità riguardavano l’equa rappresentanza di tutte le regioni che, secondo alcuni, sarebbe venuta a mancare una volta entrata in vigore la legge.

Poco dopo, infatti, i tre senatori Andrea Cangini, Tommaso Nannicini e Nazario Pagano hanno presentato una raccolta firme in parlamento per richiedere ai colleghi l’appoggio all’istituzione di un referendum abrogativo per la nuova legge. Oggi è giunta la firma numero 64, quella decisiva per raggiungere il quorum di 1/5 dei parlamentari che blocca l’entrata in vigore della riforma e permette la fissazione del referendum con cui i cittadini decideranno se il taglio dei parlamentari avverrà o meno.

Taglio dei parlamentari, Salvini favorevole al referendum

Questo pomeriggio è stata convocata una conferenza durante la quale il presidente del Consiglio Giuseppe Conte esporrà il risultato della raccolta firme ed il nome dei parlamentari che si sono opposti all’entrata in vigore della riforma. Nel frattempo l’opposizione si mostra favorevole a questo referendum, visto che in caso di elezioni anticipate potrebbe mantenere i numeri di seggi che ci sono finora.

Positivo anche il commento di Salvini, il quale però si sofferma sull’importanza a livello democratico del referendum in generale: “Sono d’accordo sui referendum in generale, ho votato quella riforma. Ho letto poco fa che sono state raggiunte le firme sufficienti di parlamentari per indire quel referendum. Quando i cittadini confermano o smentiscono una riforma approvata dal Parlamento secondo me è sempre la scelta migliore”.

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