Omicidio Luca Sacchi, parla il papà della vittima: “Anastasiya e Princi si telefonavano di notte. Luca innocente”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:15

Alfonso Sacchi, il papà di Luca Sacchi, ha parlato del dramma che ha colpito la sua famiglia. L’uomo, intervistato da Il Messaggero, ha difeso il figlio Luca e ha dichiarato la sua estraneità dalla vicenda di droga in cui sarebbe stato coinvolto

Ci sono troppe cose che non tornano nel caso dell’omicidio di Luca Sacchi, che da presunto tentato scippo sfociato in sparatoria si è tramutato in una vicenda che parla di droga: un  intreccio estremamente ramificato che vede coinvolte, a vario titolo, numerose persone. Ad esempio la stessa fidanzata Anastasiya Kylemnyk, Giovanni Princi (compagno di scuola di Luca), e Domenico Munoz. I tre rilasciano dichiarazioni contraddittorie oppure scelgono la via del silenzio. Oppure, ancora, chiamano in causa Luca Sacchi, che da morto però non può difendersi. Ma con la droga Luca Sacchi non c’entrava niente: ne è fermamente convinto Alfonso Sacchi, il papà del 24enne deceduto a Roma, che ha rilasciato un’intervista ai microfoni de Il Messaggero.

Intervista al papà di Luca Sacchi, la questione delle telefonate notturne tra Anastasiya e Giovanni Princi

Dai tabulati telefonici sembrerebbe che siano emerse telefonate notturne tra Anastasia e Princi. Per quale motivo si sentivano di notte? Quest’estate, quando eravamo in vacanza in Veneto e Princi con la fidanzata Clementina si sono uniti a noi, Anastasia e Giovanni furono trovati da Luca mentre fumavano dell’erba. Mio figlio si arrabbiò e le disse: Non mi interessa cosa fa Giovanni ma tu non devi fumare. Credo che tra i due ci fosse una sorta di complicità, percepita anche da mia moglie”.

Parte con questa risposta l’intervista di Camilla Mozzetti (Il Messaggero) al papà di Luca Sacchi, Alfonso Sacchi. L’uomo ha risposto a una specifica domanda sul rapporto esistente tra Anastasiya Kylemnyk (fidanzata del figlio) e  Giovanni Princi, uno degli amici di Luca che si trova ora in carcere. Come può un ragazzo di 24 anni che si arrabbia con la fidanzata per averla sorpresa a fumare erba prendere parte alla compravendita di 15 kg di marijuana? Non può, e infatti per Alfonso Sacchi suo figlio è assolutamente estraneo a questi fatti. “Luca era lontano da queste cose, ma credo che non potesse controllare altre persone e obbligarle a usare un determinato comportamento”, spiega ancora il signor Sacchi.

Intervista al papà di Luca Sacchi, mistero sull’ambulanza che avrebbe trasportato Anastasiya in ospedale

Alfonso Sacchi ha parlato anche dei problemi avuti, successivamente all’omicidio, nell’accedere al conto bancario del figlio. Questo in quanto Anastasiya– che era in possesso delle credenziali- avrebbe fornito ai genitori di Luca dei codici di accesso non corretti.

La verità sulla morte di suo figlio non è ancora emersa e Alfonso Sacchi non crede alle dichiarazioni rilasciate dagli imputati perché- dice sempre il papà di Luca- se queste persone non mentissero allora avrebbero raccontato tutto quello che sta venendo fuori ora la sera stessa della sparatoria.

Poi, emergono altri retroscena sul mistero di una seconda ambulanza presente sulla scena del crimine. Dopo quella che ha portato Luca in ospedale sarebbe arrivata un’altra ambulanza che ha condotto Anastasiya in ospedale. Circostanza che sarebbe stata smentita dal racconto di alcuni testimoni presenti al pub al momento della sparatoria: nessuno di loro ha visto arrivare una seconda ambulanza.

È arrivata tardi in ospedale, diceva che era trattenuta dai carabinieri. L’ho chiamata tre volte perché ero preoccupato, se uno ti ha colpito in testa puoi avere una commozione, poi è arrivata in ambulanza dopo più di un’ora ma chi era al pub non ne ha vista una seconda dopo quella che ha portato via Luca. Dove l’ha presa?”.

Maria Mento

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