Rischia lo stupro e viene coinvolta in una tratta di schiave: donna uccide il suo aguzzino e rischia la condanna

Chrystul Kizer, 19 anni rischia la condanna a una lunga pena detentiva in carcere per aver ucciso un uomo che ha tentato di violentarla e di venderla ad altri uomini che le hanno fatto la stessa cosa

Chrystul Kizer (19 anni) rischia una grave condanna per aver commesso l’omicidio di Randy Volar, il suo aguzzino. La giovane ha agito dopo un tentativo di stupro e di vendita ad altri uomini che volevano possederla sessualmente: stupro e vendita sono entrambi stati messi in atto da Randy Volar, l’uomo deceduto appunto per mano della ragazza. L’inchiesta che è scattata alla scoperta dell’omicidio ha permesso di scoprire che Volar aveva coinvolto nella sua tratta di schiave del sesso altre 12 ragazze circa e che aveva anche filmato gli atti sessuali avuti con loro a insaputa delle giovani. Le attenuanti riconosciute nell’agire di Chrystul Kizer, tuttavia, non sono bastate a tutelare la 19enne dalla pena rigida che ora rischia di ottenere. È il tabloid Metro.co.uk a parlarci di questa vicenda giudiziaria.

Rischia la condanna per aver ucciso l’uomo che voleva stuprarla e venderla, i fatti risalgono al biennio 2016-2018

Anno 2016. Chrystal Kizer è una ragazzina di 16 anni quando conosce Randy Volar, un uomo che cambierà tragicamente il suo destino. Due anni dopo il loro incontro, infatti, Volar verrà ritrovato morto nella sua casa di Kenosha, nel Winsconsin (Stati Uniti d’America): freddato con due colpi d’arma da fuoco che l’hanno raggiunto alla testa. La Polizia ha trovato il suo corpo carbonizzato. L’omicida l’aveva dato alle fiamme dopo la sua morte, per poi fuggire a bordo di una BMW. Fatti ricostruiti con molta precisione, come si può evincere da questi dettagli, e altrettanto precisamente è stata indicata nella persona di Crystul Kizer la responsabile del delitto.

Cos’è accaduto, il 5 giugno del 2018, a Chrystul Kizer e Randy Volar? Purtroppo, le indagini hanno messo in luce l’esistenza di una tratta di schiave del sesso, di giovanissime che venivano irretite per poi essere vendute al migliore offerente. Anche l’adolescente era stata coinvolta in questo sordido giro e lo stesso Randy Volar, prima di venderla ad altri uomini che l’avrebbero posseduta, aveva abusato sessualmente di lei. Per questo motivo, Chrystul ha impugnato un revolver e ha ucciso il responsabile del suo stupro e della sua schiavitù. Quando gli inquirenti l’hanno fermata, la ragazza ha confessato di essere l’autrice del delitto ed è emerso anche un altro fatto: Volar, quattro mesi prima di morire, era stato arrestato per adescamento di minori.

Oggi Chrystul ha 19 anni e la giustizia del Wisconsin la sta duramente condannando per l’omicidio commesso: in questo caso, è risultata inefficace la legge statale che assolve le vittime della tratta del sesso qualora queste abbiano commesso crimini scaturiti dalla tratta stessa. Così, la 19enne è in attesa di giudizio per omicidio di primo grado.

Rischia la condanna per aver ucciso l’uomo che voleva stuprarla e venderla, la ricostruzione dei fatti

La vicenda, così come ricostruita dall’inizio, parte da un sito web per prostitute che poi è stato chiuso. Qui la ragazza avrebbe conosciuto Volar e avrebbe intrecciato con lui un rapporto malsano: rapporto che la ragazza avrebbe tentato di troncare perché- nel frattempo- le cose si erano fatte serie con il suo fidanzato Delane Nelson. A quel punto, e cioè dopo aver appreso che Chrystul aveva intenzione di chiudere quella storia con lui, Volar era diventato violento e l’aveva minacciata dicendole che l’avrebbe uccisa. Il fidanzato dell’allora 16enne pare fosse a conoscenza di questi fatti e sarebbe stato proprio lui a fornirle una pistola, insegnandole come usarla (probabilmente in caso fosse diventato necessario doversi difendere da quell’uomo).

Una sera, pare dopo una lite scoppiata tra i due fidanzatini, Chrystul si è recata a casa di Volar. Qui hanno mangiato pizza e hanno iniziato a fumare. Senza che lei se ne accorgesse, l’uomo le avrebbe somministrato della droga con lo scopo di violentarla (una volta annubilati i suoi sensi).

“Ha iniziato a toccarmi la gamba e poi come se avessi saltato e gli ho detto che non volevo farlo. Pensavo solo di non voler più fare quella roba perché stavo cercando di cambiare. Ho cercato di alzarmi, di allontanarmi da lui, ma sono inciampata, sono caduta sul pavimento e lui si è messo su di me. Stava cercando di violentarmi, di strapparmi i pantaloni, i jeans che indossavo…. Mi stavo come  dimenando.”, ha dichiarato la Kizer.

La ragazza sarebbe quindi riuscita a liberarsi e a sparargli. Questo sarebbe successo intorno al le ore 05:00 del mattino del giorno dell’omicidio, ma la 19enne ha detto di non ricordare di aver bruciato il corpo.

Maria Mento