Badante costretta a fare la tessera della Lega per essere aiutata dal Comune: “Rivoglio i miei soldi indietro”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:03

In Italia da 27 anni, la badante Terezina Shani, è stata costretta a fare una tessera della Lega per essere aiutata ad ottenere una residenza. Ma nemmeno quella le ha permesso di accelerare il processo.

Arrivata in Italia dall’Albania nel 1992, Terezina si è trasferita a Genova nel 1995 ed ha cominciato a lavorare come badante. Il trasferimento era finalizzato a contrarre matrimonio con un uomo con il quale poi ha divorziato. In questi 27 anni la donna ha spostato la propria residenza nelle case degli anziani in cui andava ad abitare per lavoro. Quando per un motivo o per un altro si trovava senza impiego, Terezina spostava la propria residenza in una di quelle adibite per i ‘Cittadini senza territorio‘. In questo modo aveva la possibilità di inviare e ricevere posta.

Di recente, però, dopo che l’ultimo uomo a cui ha fatto da badante è deceduto, ha scoperto che il Comune di Genova non offre più le residenze fittizie e si è trovata senza una “casa” ed un luogo in cui ritirare la posta. Decisa ad ottenere una casa popolare e una residenza, la donna è andata in comune ed ha incontrato un giovane assessore: “Il 3 dicembre – spiega a ‘Repubblica‘ – mi sono avvicinata ad un signore giovane, l’assessore Giorgio Viale. Gli ho spiegato quale era il mio problema e lui mi ha detto che se volevo un aiuto mi consigliava di fare la tessera della Lega. E io sono subito andata a farla, quello stesso giorno. Ho ottenuto un appuntamento con l’assessore Fassio il 17 dicembre”.

Leggi anche -> Residenza a richiedenti asilo, Matteo Salvini contro il Tribunale di Bologna: “Vadano con la sinistra”

Niente casa popolare e residenza, la badante scrive a Mattarella: “Rivoglio i miei soldi”

Terezina era convinta di aver trovato un modo rapido per risolvere il suo problema, ma quando ha parlato con l’assessore le è stato detto che era in fondo alla lista dei richiedenti per l’assegnazione di una casa popolare e della relativa residenza. L’unica sua possibilità è quella di pagare 100 euro per una casella postale alle Poste Italiane. Amareggiata è tornata dal primo assessore, quello della scheda alla Lega, e gli ha rinfacciato che non era servito a nulla. Poi si è rivolta anche al Sindaco, il quale le ha detto di scrivergli e l’ha lasciata con il suo problema.

Così la badante si è rivolta a Repubblica per fare conoscere le proprie disavventure, ma soprattutto ha scritto al Presidente Mattarella affinché le dia una mano. Nel chiudere il proprio racconto, Terezina spiega di voler cancellare l’iscrizione alla Lega e di volere un rimborso: “Restituirò la tessera e rivoglio indietro i miei soldi. E ho scritto tutto al presidente Mattarella”.

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!