Mafia e ‘ndrangheta, altri arresti in Piemonte e Sicilia: colpiti i boss scappati degli anni ’80. In manette un membro di FdI

Maxi-blitz a Messina, nella nottata di oggi: colpiti i boss degli anni ‘80, i cosiddetti “scappati”, che erano tornati per riprendersi la città. Altre 8 misure cautelari sono state emanate in Piemonte

La Squadra Mobile di Messina ha compiuto, nel corso della notte appena trascorsa, una retata che ha colpito la malavita presente nella città dello Stretto. Nel mirino degli inquirenti sono finiti i “pentiti-scappati” che negli anni ‘80 avevano lasciato la Sicilia, per poi farvi ritorno e pianificare di riprendere il controllo dell’isola. Da alcuni anni le persone indagate avevano ripreso a compiere estorsioni e a spacciare droga. Sono 14 le misure cautelari che sono state emesse dalla Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di altrettante persone: 13 di queste sono custodie cautelari in carcere. Altre otto persone sono invece rimaste coinvolte in una inchiesta condotta sulla ‘ndrangheta dalla Dda di Torino, che ha emanato altrettante misure cautelari colpendo anche un membro di Fratello d’Italia.

Arrestati a Messina 14 “pentiti-scappati”, l’operazione messa a segno nella notte

Quattordici persone sono state arrestate, a Messina, nella corso della notte appena trascorsa. Si tratta di “pentiti-scappati” che da qualche anno stavano pianificando di ottenere il controllo mafioso della città. Come riporta La Gazzetta del Sud, le misure cautelari sono arrivate al culmine di un’indagine denominata “Predominio” e condotta dalla Dda, coordinata dal Procuratore Capo Maurizio De Lucia: tredici di queste persone sono finite in carcere, mentre per una sono stati comminati gli arresti domiciliari.

Le persone indagate sono già note agli inquirenti per aver fatto parte della storia della città– dal punto di vista criminale- tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso. Dopo essersi pentiti e aver quindi collaborato con le forze di giustizia, erano tornati per rimettere insieme un’organizzazione di stampo criminale-mafioso, a quanto pare già attiva dalla metà del 2016. “Il Sikulo”, un ristorante sito nel  centro di Messina, era uno dei loro luoghi di incontri e a gestirlo- per un periodo- è stata proprio una delle persone che ora sono finite in manette.

La Dda di Torino colpisce la ‘ndrangheta, emanate otto misure cautelari: in manette un uomo di Giorgia Meloni

Non solo operazioni antimafia a Messina e al Sud in generale, come abbiamo visto con la maxi-operazione “Rinascita-Scott” che ieri ha portato all’arresto di oltre 300 persone in Calabria. Anche la Dda di Torino ha dato un colpo secco alla ‘ndrangheta che aveva messo le mani sugli affari del capoluogo piemontese. Come riporta Open, da stamattina sono state eseguite otto misure cautelari in carcere e sequestri di beni su tutto il territorio nazionale.

A essere state colpite da queste misure sono persone legate alla ‘ndrangheta e operanti nel territorio di Torino e Carmagnola. Tra le otto persone che sono state raggiunte dalle misure cautelari troviamo anche Roberto Russo, Assessore ai Diritti civili della Regione Piemonte. Dopo aver militato tra le fila di Forza Italia ed essere stato parlamentare, era passato dalla parte di Giorgia Meloni e del suo Fratelli d’Italia.

Le accuse che vengono loro contestate sono di associazione per delinquere di stampo mafioso, di aver commesso reati fiscali per un valore di 16 milioni di euro e reati di scambio elettorale politico-mafioso.

Maria Mento