Il primo reattore a fusione è quasi pronto: ecco quando verrà acceso il “Sole artificiale”

Cina prepara il reattore a fusione nucleare

Scienziati cinesi hanno confermato che HL-2M, il primo reattore a fusione, dovrebbe essere completato ed entrare in funzione entro il 2020. I dettagli

Un Sole artificiale al servizio di una nazione. Potrebbe essere acceso molto preso dalla Cina, come trapelato in questi giorni dai media locali: ma di cosa si tratta? Il tokamak HL-2M è un enorme reattore a fusione che secondo i ricercatori cinesi doveva essere costruito entro la fine del 2019. Un Sole artificiale a tutti gli effetti dunque, poichè in grado di replicare la fusione nucleare, la stessa che alimenta il Sole; ma le informazioni a riguardo sono scarne. Nel mese di novembre Duan Xuru, uno degli scienziati che lavorano al progetto, ha fornito un aggiornamento spiegando che la sua costruzione sta andando bene e che il reattore potrebbe essere operativo entro il 2020. Se così fosse potrebbe rappresentare il primo passo per rendere la fusione nucleare un’opzione per la creazione di energia praticabile sulla Terra. Se infatti gli scienziati riuscissero a capire come sfruttare l’energia prodotta dalla fusione nucleare, si potrebbe ottenere una fonte quasi illimitata di energia pulita. Per decenni questo aspetto e le difficoltà realizzative hanno reso l’energia prodotta dalla fusione nucleare una sorta di Santo Graal per i ricercatori del settore. Il problema è che economicamente non è stato ancora trovato un modo per mantenere il plasma estremamente caldo stabile abbastanza a lungo da consentire la fusione.

Tokamak HL-2M, il reattore a fusione nucleare cinese

Il Tokamak HL-2M della Cina potrebbe dunque rappresentare una svolta in tal senso fornendo la soluzione per superare questa enorme difficoltà progettuale. Il fisico della fusione James Harrison ha a tal proposito dichiarato a Newsweek che l’Hl-2M “fornirà ai ricercatori dati preziosi sulla compatibilità dei plasma di fusione ad alte prestazioni con approcci per gestire più efficacemente il calore e le particelle impoverite nel nucleo del reattore”. Si tratta di uno dei principali problemi che si presentano in fase di sviluppo di un reattore a fusione commerciale e i primi risultati di HL-2M ne andranno a influenzare certamente la progettazione.