La sindrome del Grinch esiste, ma non è quella che tutti credono

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:31

Recentemente si è diffusa la dicitura “Sindrome del Grinch” per coloro che non provano forti emozioni per il Natale, ma la sua caratteristica è ben diversa.

Non vi è dubbio che la favola del Grinch, in parte ispirata al protagonista di A Christmas Carol di Charles Dickens, abbia avuto in questi ultimi anni un impatto importante sul mondo occidentale. Chiunque, anche chi non ha letto il libro o visto il cartone animato, sa che questo personaggio fantastico ha un’avversione per il Natale. L’odio che prova per la festività è dovuto al fatto che si sente escluso, emarginato dalla società e desidera rovinare la festa che più di tutte reca gioia ai loro cuori.

Data la tematica della favola è facile capire perché testate e siti d’informazione abbiano dato il nome di “Sindrome del Grinch” ad uno studio condotto in Danimarca e pubblicato sul British Medical Journal nel 2015. In questo infatti, veniva scansionato il cervello di 20 soggetti. Dieci di questi festeggiavano il Natale in modo tradizionale, mentre gli altri non lo festeggiavano. A tutti venivano mostrate immagini natalizie intervallate da immagini di feste paragonabili per modalità, ma non collegate al Natale.

Gli studiosi hanno notato tramite Risonanza Magnetica Funzionale, che nei soggetti abituati a festeggiare il Natale, le immagini di quella festa portavano ad un’intensa attività neuronale. In seguito ai risultati, gli studiosi hanno chiamato la zona attivata dai ricordi natalizi “Rete dello spirito natalizio“. Chi ha divulgato lo studio, invece, ci ha ricamato sopra e ha chiamato la mancanza di questa rete “Sindrome del Grinch”.

Cos’è veramente la Sindrome del Grinch

La verità, però, è che nessuno degli studiosi gli ha dato quel nome ed il motivo è semplice, poiché la Sindrome del Grinch era già stata riscontrata. Il nome è stato dato ad una problematica fisica che riscontrano alcuni soggetti. Questi provano un’intensa tachicardia quando passano dalla posizione distesa a quella eretta. In uno studio condotto nel 2010 si è scoperto che questo effetto è dovuto alla presenza nel petto di questi soggetti di un cuore più piccolo del normale. Le dimensioni dell’organo, unite alla scarsa affluenza di ossigeno causano vertigini e senso di nausea, oltre alla tachicardia.

Il disturbo viene chiamato Sindrome da tachicardia posturale ortostatica, o volgarmente Sindrome del Grinch. Vi chiederete cosa c’entri il Grinch con tutto questo, ma se lo fate avete dimenticato che il personaggio nato dalla penna di Dr. Seuss ha come caratteristica proprio il cuore di due taglie più piccolo del normale.

 

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