Odissea Milano-Catania: Flixbus lascia a piedi 120 passeggeri dopo 18 ore di viaggio

Un autobus della compagnia Flixbus, partito ieri da Milano con ultima destinazione Catania, avrebbe letteralmente scaricato a terra i passeggeri prima dell’arrivo al capolinea.

Il mezzo della società tedesca di autobus extraurbani a basso costo, era partito ieri pomeriggio da Milano con destinazione Messina e Catania, senonché il viaggio – una vera e propria odissea per 120 passeggeri -, si è definitivamente interrotto a Sant’Onofrio, in Calabria, nel vibonese: Siamo in 120, lasciati in mezzo alla strada a Vibo Valentia, anzi no, a Sant’Onofrio”, ha denunciato un viaggiatore indignato.

Dopo 18 ore di viaggio, dovute a ritardi e rallentamenti, gli autisti hanno detto ai passeggeri di non poter proseguire

Non siamo partiti in orario, su un autobus che non è di Flixbus ma di quinta categoria, abbiamo accumulato tre ore di ritardo e gli autisti hanno superato il loro monte ore. Risultato? Stamattina si sono fermati a Vibo Valentia e ci hanno lasciato qui“, non in una piazzola di sosta, ma sul ciglio della strada (Ndr).

Completate le ore di lavoro gli autisti si sarebbero fermati a Firenze e, una volta sentito al telefono il referente, questi avrebbe risposto di scaricare i passeggeri a Roma affinché potessero raggiungere la destinazione in treno. Al che gli studenti e i lavoratori fuori sede in viaggio per trascorrere le vacanze natalizie nella terra natia, infuriati, hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine: “Per ore nessuno ci ha detto come avremmo dovuto proseguireha spiegato una lavoratrice fuori sede a Meridionews – siamo stati semplicemente abbandonati. Sono arrivati i carabinieri, che ci hanno spiegato che potevamo presentare denuncia visto che si può configurare il reato di interruzione di servizio. Molti hanno cominciato a urlare, ad andare fuori di testa”.

Alle 10.30 un autobus di una ditta locale avrebbe caricato 66 passeggeri, proseguendo il viaggio verso la Sicilia, mentre circa 50 persone sarebbero ancora lì, sul marciapiede a Sant’Onofrio.

Questi ultimi raccoglieranno delle firme per presentare un esposto e chiedere il rimborso alla società teutonica di viaggi low cost.