Prigionieri-schiavi in Cina, uno di loro chiede aiuto: bimba di 6 anni trova il messaggio in un biglietto di Natale

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La piccola Florence Widdicombe, 6 anni, ha trovato un inquietante messaggio all’interno di una cartolina di Natale fabbricata in Cina: un prigioniero, sfruttato al limite della schiavitù, ha deciso di lanciare così la sua richiesta d’aiuto

Una cartolina di Natale, prodotta in Cina, svela la terribile realtà delle condizioni di vita che le persone sono costrette a condurre nei campi di prigionia cinesi. Uno di loro, stremato dai lavori forzati a cui è sottoposto insieme ad altri compagni del suo stesso campo, ha deciso di mandare una richiesta di aiuto e di farlo scrivendo il suo messaggio dentro una cartolina di Natale che poi è stata spedita insieme ad altre per essere venduta. Dopo aver compiuto un viaggio che l’ha condotta in Europa, la ritroviamo a Londra, nelle mani di una bambina di 6 anni di nome Florence Widdicombe. È stata la piccola a trovare e leggere la sconvolgente richiesta d’aiuto. La notizia è stata riportata dal Daily Star.

Messaggio d’aiuto dei prigionieri cinesi su una cartolina di Natale, la scoperta fatta a Londra

Siamo prigionieri stranieri nella prigione di Shanghai in Cina. Costretti a lavorare contro la nostra volontà. Aiutateci e avvisate l’organizzazione per i diritti umani.

Un messaggio drammatico quello che, secondo quanto scritto nelle frasi che vi abbiamo riportato, arriverebbe da un campo di prigionai che si trova a Shangai (Cina). Una richiesta di aiuto che è partita da una delle persone che è stata tratta in prigionia e che ora, insieme ad altre, è costretta a compiere lavori forzati contro la sua volontà.

Il suo messaggio ha viaggiato fino a Londra, insieme alla cartolina di Natale su cui è stato scritto, ed è finito nelle mani di Florence Widdicombe. Lei è una bambina di soli sei anni e, ovviamente, è toccato ai suoi genitori decidere come comportarsi in questa ardua circostanza. Ben, il padre di Florence, ha dichiarato che inizialmente credeva che si potesse trattare di uno scherzo ma che poi ha saggiamente deciso di trasmettere il contenuto del messaggio al destinatario, rispettando l’alto rischio corso dal prigioniero che ha lanciato l’allarme: il giornalista Peter Humphrey, che ha trascorso 9 mesi in un campo di prigionia di Qingpu.

Messaggio d’aiuto dei prigionieri cinesi su una cartolina di Natale, Tesco avvia un’ indagine

Era il 2015 e dopo quella durissima esperienza il giornalista dichiarò che la Cina censura i contatti dei detenuti con il mondo esterno, in modo tale che non venga fuori la loro condizione di lavoratori-schiavi. Secondo le notizie che sono trapelate per bocca di un ex detenuto, i prigionieri sarebbero impegnati- da due anni a questa parte- nel confezionamento di cartoline di Natale per Tesco. La cartolina contenente la richiesta di aiuto arriverebbe, quindi, da questa partita di cartoline confezionate nei campi di prigionia.

Queste informazioni hanno fatto scattare l’allarme e hanno sollevato domande su Tesco e sui suoi fornitori cinesi, che a quanto pare sfruttano il lavoro forzato in prigione. Le implicazioni sono molteplici, se si pensa che quest’anno il gigante dei supermercati destinerà 300mila sterline di ricavato alla British Hearth Foundation, a Cancer Research UK e a Diabetes UK. Dopo quanto è emerso, Tesco ha fatto sapere- tramite un portavoce- di aver interrotto la produzione e di aver avviato un indagine:

Non permetteremmo mai di far entrare il lavoro in prigione nella nostra catena di approvvigionamento. Siamo rimasti scioccati da queste accuse e abbiamo immediatamente sospeso la produzione nelle fabbriche in cui vengono prodotte queste cartoline e avviato un’indagine. Disponiamo di un sistema di controllo completo e questo fornitore è stato sottoposto a revisione indipendente fino al mese scorso e non è stata trovata alcuna prova che suggerisca che abbia infranto la nostra norma che vieta l’uso del lavoro penitenziario. Se verranno trovate prove, llo elimineremo definitivamente dalla lista dei fornitori“.

Maria Mento