Donna uccisa in una fabbrica nel 2012, l’assassino in manette dopo 7 anni: è il suo ex compagno

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:54
polizia scientifica
Immagine di repertorio

Era il 2017 quando i resti del corpo di “Margherita”, una giovane donna polacca uccisa nel 2012, vennero rinvenuti nella ex acciaieria Scianatico di Bari. Ora il suo assassino è stato smascherato e arrestato

Il suo corpo nudo, ormai ridotto a scheletro e avvolto in un telone di plastica, venne ritrovato il 10 maggio del 2017 nella ex acciaieria Scianatico di Bari (Puglia). Si tratta di una donna polacca, identificata come “Margherita”: questo era il nome con il quale si era fatta conoscere dalla gente del luogo. Le indagini sulla sua morte sono state molto difficili e complicate dal fatto che si tratta di un omicidio commesso intorno al 2012. Dopo più di due anni dalla scoperta del cadavere, gli inquirenti sono riusciti a dare un volto al suo assassino e ad arrestarlo.

Arrestano l’assassino di una donna uccisa nel 2012, a uccidere “Margherita” fu l’ex compagno

L’omicida di “Margherita”, la donna di origini polacche ritrovata cadavere nel 2017 in quel di Bari, ha finalmente un volto e un nome. Le Forze dell’Ordine si sono cimentate nell’ardua risoluzione di questo cold case dal momento che-  dopo la scoperta dello scheletro della vittima– le indagini sono state in grado di accertare che la morte era avvenuta nel 2012. Per cinque anni quel che restava di Margherita era rimasto nascosto all’interno dell’ex acciaieria di Scianatico, dove l’omicida aveva occultato il cadavere avvolgendolo in un telone di cellophane e coprendolo con delle assi di legno.

Arrestano l’assassino di una donna uccisa nel 2012, la macabra scoperta fatta per caso da alcuni ragazzini

La macabra scoperta venne fatta da alcuni ragazzini che erano entrati nello stabilimento ormai abbandonato per giocare. Quando gli inquirenti furono allertati e arrivarono sulla scena, accanto ai resti di Margherita trovarono un laccio emostatico e questa circostanza aveva inizialmente fatto supporre che si potesse trattare di un decesso causato da un’overdose di sostanze stupefacenti. Le indagini, anche di tipo genetico, condotte sui resti umani hanno permesso di accertare che le cose non stavano così.

Margherita era una donna senza fissa dimora e viveva negli edifici abbandonati di Bari, o in strutture d’accoglienza. Come riporta Il Messaggero, a essere finito in manette per questo delitto è l’ex compagno della donna: l’uomo è stato arresta ed è ora accusato di omicidio volontario. Altri dettagli, oggi, verranno fuori da una conferenza stampa che proprio in queste ore dovrebbe avere luogo in Procura.

Maria Mento

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