Paolo Mieli sul premier Conte che rischia di fare la fine di Monti: “Farebbe un grosso errore se scegliesse di candidarsi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:56

Paolo Mieli a Il Fatto Quotidiano

Non dimentico della “brutta fine” di Mario Monti – “che da salvatore di un Paese sull’orlo del baratro finanziario assistette alla fallimento del suo stesso partito” -, l’editorialista del Corriere della Sera, Paolo Mieli, fornisce la sua opinione circa la questione dei possibili candidati alla presidenza del Consiglio.

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“Per ora il premier è molto rafforzato da tutte le debolezze che caratterizzano il governo da lui guidato – ha spiegato a Il Fatto Quotidiano il noto giornalista e saggista italiano, già direttore de La Stampa e del Corriere della SeraMi viene da sorridere quando sento parlare di una staffetta con Mario Draghi“.

”Se si fa il partito personale farà la fine del professore della Bocconi”

E, laddove il premier in carica decidesse di fondare un partito personale, l’ex presidente di RCS Libri profetizza un eventuale destino comune tra l’economista e accademico della Bocconi di Milano, Mario Monti – presidente del Consiglio dei Ministri dal 2011 al 2013 che assistette, durante il suo mandato, al fallimento di Scelta Civica, il partito da lui fondato nel gennaio del 2013 -, e il suo omonimo, finito sotto assedio dopo le dimissioni del ministro dell’istruzione Fioramonti: “Se Conte è lungimirante si metterà nelle file delle ‘riserve della Repubblica’. Farebbe un grosso errore se scegliesse di candidarsi“.

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