Checco Zalone, Tolo Tolo non è ancora uscito ed è già un caso mediatico

Checco Zalone è pronto a sbarcare nei cinema italiani con la sua ultima fatica – Tolo Tolo – ma prima che sia uscito il film sta già facendo discutere.

Da qualche anno a questa parte Checco Zalone ha conquistato lo scettro di re della comicità sotto le feste. I suoi film sono sempre un successo di pubblico ed hanno soppiantato negli incassi quei cinepanettoni sempre uguali a loro stessi, la cui comicità situazionista è rimasta legata a canoni che avevano il loro appeal tra fine anni ’80 e inizi anni ’00. Al comico, dunque, va dato il merito di aver cambiato la formula, ed aver cercato di fare una comicità maggiormente legata al sociale.

Giocando sugli stereotipi dell’italiano all’estero, o dell’uomo del sud alla ricerca della fortuna al nord, Zalone ha cercato di rappresentare e ironizzare sulle debolezze della nostra società e degli italiani in genere. Proprio perché pesca dal quotidiano e gioca sui nostri difetti, il comico riesce a far divertire e coinvolgere il maggior parte degli italiani. Insomma, finora Zalone ha convinto quasi tutti.

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Checco Zalone fa discutere con un singolo trailer

Il successo d’incassi potrebbe e dovrebbe giungere anche con il prossimo film – Tolo Tolo – che tocca però un argomento molto caldo. Zalone, infatti, ha voluto rappresentare l’animo degli italiani riguardo alla questione migranti e lo ha fatto con il suo solito stile irriverente, ma mai politicamente scorretto. Il fatto che il film parli chiaramente dei migranti e del rapporto che gli italiani hanno con essi ha generato una discussione ancor prima che il film sia giunto nelle sale (il debutto è previsto per il prossimissimo 1 gennaio).

C’è chi reputa il film irrispettoso nei confronti dei migranti, i giovani di sinistra, chi invece troppo buonista, quelli di destra, e chi una buona critica sociale: i recensori. Insomma se il pubblico è diviso tra chi lo ritiene un film di destra e chi lo ritiene un film di sinistra, la critica consiglia caldamente di vederlo. Per un responso, però, gli utenti social sono invitati  a vederlo e solo successivamente esprimere un parere a riguardo. Sul caso mediatico al momento l’autore non si esprime, anche perché è risaputo che non esiste buona o cattiva pubblicità, ma semplicemente pubblicità.

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