Gli auguri politicamente scorretti di Feltri fanno discutere: “Buon anno a terroni e ricchioni”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:03

Senza tralasciare il suo stile politicamente scorretto, Feltri augura buon anno a tutti. L’augurio del direttore di Libero fa discutere.

L’intento di Feltri è quello di augurare un buon anno a tutti, ma anche quello di fare capire che lo stile politicamente scorretto utilizzato non vuole essere discriminatorio o offensivo, bensì una cifra stilistica. Lo premette prima di addentrarsi nei suoi auguri scrivendo: “Buon anno a tutti, a quelli di destra e a quelli di sinistra che odiano Libero perché è politicamente scorretto e usa un linguaggio colloquiale, cioè quello in voga nelle famiglie, nei bar, nelle scuole, nei quadrivi”.

Continuando il suo messaggio passa in rassegna le categorie più spesso oggetto di titoli e affermazioni politicamente scorretti. I primi ad essere interpellati sono i “Terroni” dei quali dice: “li chiamo così scherzosamente, senza offesa, i quali vivono peggio di noi settentrionali non perché siano più stupidi, ma a causa di un ambiente sociale che li trascura”. Quindi passa alle donne delle quali dice: “dimostrano costantemente di essere migliori degli uomini, lavorano con alacrità, ottengono risultati eccellenti, studiano con maggiore impegno e sono più tenaci dei maschi”.

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L’elenco di auguri si conclude con gli omosessuali, sui quali dice: “Che io preferisco chiamare froci o ricchioni senza l’ intento di disprezzarli, i quali nonostante l’ evoluzione dei costumi nazionali seguitano ad essere presi di mira. L’ ultimo caso è disgustoso. Un ragazzo a Milano è stato picchiato selvaggiamente soltanto perché gay“. Proprio nella fase conclusiva degli auguri, il direttore di Libero vuole mandare un messaggio educativo agli italiani.

Ricordando quanto successo di recente ad un ragazzo di Milano, picchiato per strada solo perché teneva per mano il suo compagno, Feltri scrive: “È una manifestazione di intolleranza che va punita con estrema severità. Deve passare il concetto che ciascuno è libero di fare del proprio corpo ciò che vuole nonché di amare chi gli pare senza subire violenze ispirate a pregiudizi”. Nonostante l’intento dichiaratamente pacifico, c’è chi gli rimprovera il fatto che tali concetti possono essere espressi anche senza l’utilizzo di epiteti che possono risultare offensivi.

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