Bagdad, attaccata l’ambasciata Usa al grido di “Morte all’America”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:03

Alcuni manifestanti iracheni hanno assaltato l’ambasciata americana a Bagdad. Questo il loro grido: “Morte all’America, no all’America, no a Trump”. Le truppe Usa hanno allontanato la minaccia con lacrimogeni e granate.

Migliaia di manifestanti si sono ritrovati sotto la sede dell’ambasciata Usa in Iraq a Bagdad, come segno di protesta contro i raid lanciati dagli Stati Uniti contro alcune strutture della milizia filoiraniana Kataib Hezbollah al confine tra Iraq e Siria.

Alcuni manifestanti hanno valicato la linea di confine blindata arrivando fin sotto all’ambasciata. A quel punto le truppe Usa hanno risposto all’attacco con lacrimogeni e granate disperdendo i manifestanti. L’ambasciatore Matthew H. Tueller e una parte del personale della sede diplomatica americana sono stati allontanati e portati in sicurezza.

Migliaia di manifestanti all’attacco dell’ambasciata Usa a Bagdad. Le truppe Usa allontanano la minaccia

I militanti hanno assaltato l’ambasciata proferendo queste parole: “Morte all’America, no all’America, no a Trump”.

In Iraq nell’ultimo periodo sono frequenti le proteste contro il governo locale e contro le milizie che appoggiano il primo ministro Adel Abdul Mahdis. I manifestanti che si sono radunati sotto l’ambasciata statunitense fanno parte di gruppi paramilitari vicini all’Iran. Era presente anche Qais al Khazali, capo della filoiraniana Asaib al-Haq, uno tra i leader sciiti più temuti e rispettati.

Queste le parole di Qais al Khazali rilasciate all’agenzia ‘Reuters’: “Gli americani non sono i benvenuti in Iraq. Sono una fonte di male e vogliamo che se ne vadano”

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