Matteo Renzi ancora contro Giuseppe Conte, ecco cosa il governo dovrebbe fare per andare avanti

Matteo Renzi, attraverso delle dichiarazioni rilasciate ai microfoni de La Stampa, ha lanciato altre frecciate al Conte-bis e ha spiegato cosa secondo lui andrebbe fatto per non veder cadere la legislatura

Il reddito di cittadinanza non funziona e a dirlo sono i numeri, non certo i politici. Questo è solo uno dei provvedimenti che il Conte-bis dovrebbe cambiare per avere qualche speranza di arrivare alla fine naturale della legislatura. Di questo è fermamente convinto Matteo Renzi, che dopo le numerose stoccate lanciate al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha rilasciato delle nuove dichiarazioni che sono state raccolte da La Stampa.

Matteo Renzi intervistato da La Stampa: “L’Italia ha bisogno di stabilità e non del reddito di cittadinanza”

Ma io credo che non occorra aver fretta, bisogna lasciare ai Cinque stelle il tempo di metabolizzare il cambiamento. Ma al tempo stesso è arrivato il momento di cambiare quel meccanismo. Con un’ altra politica: al Sud bisogna aprire cantieri, anziché continuare a dare sussidi”. Così Matteo Renzi si è espresso, nell’ambito di un’intervista rilasciata a La Stampa. Argomento della risposta che vi abbiamo riportato: il reddito di cittadinanza. Una delle misure varate dal primo governo Conte che si è dimostrata essere fallimentare, esattamente come Quota 100 che infatti non verrà rinnovata.

Nonostante tutto, e soprattutto sebbene Salvini abbia sempre dichiarato di volersi riprendere la maggioranza, il Conte-bis sta andando avanti. Cosa ne pensa Renzi di tutto questo? Il leader di Italia Viva ha parlato di stabilità, una stabilità di cui l’Italia non solo ha bisogno per cercare di recuperare terreno ma perché la stabilità abbatte il debito pubblico:

Penso che l’Italia meriti stabilità. Una situazione di governo tranquilla sarebbe ideale per tutti, anche perché più siamo stabili, più possiamo cogliere la felice opportunità del calo del costo degli interessi sul debito. Quando sono arrivato a Palazzo Chigi spendevamo 77 miliardi di euro all’anno, nel 2020 saranno 59 miliardi. Tutto merito del lavoro della Bce e delle nostre riforme. Più c’è stabilità, meno costa il debito. Ma dobbiamo riconoscere che stabilità non può voler dire tirare a campare. I populisti dovevano far sparire la povertà, hanno fatto sparire solo la crescita. La vera scommessa del governo è proprio questa: è urgente fare un decreto crescita perché l’ Italia è ferma”.

Matteo Renzi intervistato da La Stampa: “Il governo ha il 50% di possibilità di andare avanti”

L’Italia, secondo Renzi, non ha bisogni di sussidi, di erogazioni economiche che non possano creare ricchezza, ma di cantieri che potranno offrire nuovi posti di lavoro. Per questo motivo, si valuterà lo sblocco di 120 miliardi di euro da destinare a diverse opere infrastrutturali. Ci sono le scuole, le ferrovie, e ovviamente anche ponti e strade, che da quando è crollato il Ponte Morandi sono al centro della cronaca:

Come Italia Viva daremo un contributo serio. Teresa Bellanova lo sta facendo sull’agricoltura, con Elena Bonetti finalmente sono state stanziate le prime risorse per la famiglia. Abbiamo pronta la nostra proposta sull’ Irpef. Ma la cartina di tornasole per capire se davvero si fa sul serio è il Piano Shock per le infrastrutture: non porteremo slide, ma un vero e proprio testo di legge. Si tratta di sbloccare 120 miliardi di euro per scuole, ponti, dissesto, strade, ferrovie. Rilanciamo il Pil, diamo lavoro anziché sussidi e soprattutto facciamo cose utili all’ Italia”.

Poi, dopo una nuova critica sull’intenzione di abolire la prescrizione, Renzi ha parlato del fallimento politico del M5S e delle reali possibilità che il Conte-bis ha di arrivare fino in fondo, evitando che si tengano nuove elezioni prima dei canonici cinque anni.

Non sono un grande esperto di grillismo. E non so se stiano litigando davvero o no. Mi pare di poter dire però che il sogno di rappresentare l’ alternativa populista al sistema tradizionale sia fallito. Il M5s funziona o meglio funzionava in campagna elettorale, ma poi le bugie elettorali esplodono alla prova del governo”, e ancora “Tutta la partita oggi è in mano al Governo e alle forze politiche della maggioranza: se sono seri e lucidi, si fa un programma serio e si arriva al 2023. Piano Shock, riduzione tasse, investimenti sulla famiglia. Meno populismo, più cantieri. Lo saranno? Non so, al momento direi che c’ è il 50% di possibilità di arrivare fino in fondo”.

Maria Mento