20.000 donne costrette a prostituirsi in Argentina: il dramma inascoltato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:32

Argentina 20000 schiave del sesso

Rapite, vendute o semplicemente scomparse, sono circa 20.000 le donne costrette a prostituirsi in bordelli e case private in Argentina.

Dopo la drammatica dittatura militare che ha lasciato dietro se moltissimi “desaparecidos” (scomparsi),  l’Argentina continua ad essere luogo di sparizione per moltissime donne.

Molte provengono da zone remote e povere del Paese, spesso vendute dagli stessi parenti; altre sono straniere ed immigrate.

Una legge del 2008 ha tentato di arginare il fenomeno riconoscendo la tratta come reato, ma le associazioni femministe hanno segnalato le carenze di tale legge.

Le vittime infatti, se maggiorenni, devono dimostrare di essere state effettivamente sequestrate e di trovarsi nei bordelli contro la propria volontà. Un controsenso che può rendere vano ogni tentativo di denuncia e liberazione da parte delle vittime.

Nel 2012 è stato introdotto il divieto di stampare annunci di offerta per prestazioni sessuali, ma nel paese continuano a circolare numerosi biglietti da visita di bordelli.

Il dramma inascoltato delle donne scomparse

Prima di sparire per sempre, molte donne sono state adescate tramite falsi anunci di lavoro o prese in ostaggio negli ambienti del narcotraffico. Per queste donne non esiste nemmeno un apposita statistica, finendo semplicemente e genericamente nella categoria degli “scomparsi”.

A lottare per loro c’è l’associazione “Madres vi’ctimas de trata“, composta da madri, figlie, sorelle e amiche, tutte unite per ottenere per le loro congiunte delle indagini mirate. Intorno al collo indossano un cartello con la foto di  un introvabile, con il suo nome e la frase “Scomparsa nelle reti della tratta” (Desaparecida por las redes de trata).

 

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